domenica, 22 Maggio 2022

Reddito di cittadinanza per 1milione di euro: maxi sequestro da nord a sud. Accolte domande impresentabili

In provincia di Crotone sono state denunciate 102 persone, nei comuni della provincia di Rovigo altre 55. Tutte ritenute responsabili di aver percepito illecitamente il reddito di cittadinanza per un importo complessivo di quasi un milione di euro.

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno individuato, in questi primi mesi del 2022 ed anche grazie all’ausilio fornito dai locali uffici dell’INPS, 102 stranieri ritenuti responsabili di aver percepito illecitamente il reddito di cittadinanza per un importo complessivo di circa cinquecento mila euro. La normativa vigente prevede che affinché il cittadino straniero possa beneficiare del suddetto contributo pubblico debba essere residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della richiesta, dei quali, almeno gli ultimi 2 anni, in maniera continuativa. Proprio alla verifica di tali requisiti è stata indirizzata l’attività di controllo del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria crotonese che, attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo e delle informazioni messe a disposizione dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza nell’ambito di specifiche analisi di rischio, ha accertato l’utilizzo di false attestazioni nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (D.S.U.) da parte di ben 102 persone di nazionalità straniera. Gli stessi, infatti, pur non avendo maturato il periodo di residenza richiesto dalla norma hanno comunicato all’Ente erogatore di esserne, comunque, in possesso.

Emblematiche, in tal senso, sono risultate le posizioni di alcuni stranieri che hanno percepito il sussidio pubblico nonostante fossero residenti in Italia da appena pochi mesi. In un caso, ad esempio, è stata conseguita la residenza nell’ottobre del 2020 e la richiesta è stata effettuata nel marzo del 2021. In un altro è stato anche accertato che un cittadino straniero, nonostante fosse stato già denunciato per analoghi fatti in altra zona d’Italia, ha ripresentato, questa volta nella provincia di Crotone, la richiesta per ottenere il beneficio in parola. Oltre ad essere denunciati alla locale Procura della Repubblica, i percettori del sussidio sono stati segnalati all’INPS per la revoca o sospensione del contributo e per il recupero delle somme già erogate, nonché per il blocco dei contributi richiesti, ma non ancora erogati.

Anche al nord d’Italia e precisamente a Rovigo, la Guardia di Finanza ha denunciato, in diversi comuni del basso polesine, 55 persone con la richiesta di sequestro preventivo per oltre 415mila euro a contrasto dell’ottenimento illecito del Reddito di Cittadinanza. L’indagine si è svolta seguendo un approccio strategico varato a livello regionale e teso a contrastare ogni potenziale tentativo di infiltrazione criminale nel tessuto economico. Grazie agli avanzati strumenti informatici a disposizione, infatti, i finanzieri della Tenenza di Adria, coordinati dal Gruppo di Rovigo, seguendo un preciso percorso investigativo hanno scandagliato una vastissima platea di persone che hanno beneficiato del Reddito di Cittadinanza, individuando e segnalando alle competenti autorità 55 soggetti di diverse nazionalità resisi responsabili di avere presentato autocertificazioni contenenti informazioni false. Sono stati analizzati, infatti, tutti i requisiti falsamente attestati per ottenere l’accesso al beneficio che, come noto, si basano soprattutto sul possesso della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Quest’ultima circostanza è stata smentita dalle indagini rilevando che nella maggior parte dei casi si è trattato di persone che avevano fatto ingresso in Italia per la prima volta appena 2-3 anni prima della presentazione della Domanda di Reddito di Cittadinanza.

Sette tra le persone denunciate sono risultate anche titolari di partita I.V.A. o di imprese avviate durante o post- pandemia, senza che ciò venisse dichiarato all’INPS come previsto dal D.L. n.4/2019. Tra coloro che hanno illegalmente percepito il Reddito di Cittadinanza è emersa anche la figura di uno straniero già condannato per caporalato e sottoposto agli arresti domiciliari con revoca del permesso di soggiorno, lo stesso era balzato recentemente agli onori della cronaca locale perché nuovamente arrestato per traffico di stupefacenti. Gli accertamenti, effettuati in stretta sinergia con l’INPS come previsto dall’intesa stipulata con la Guardia di Finanza a livello centrale, hanno portato alla denuncia per i reati previsti dall’art. 7 commi 1 e 2 del D.L. n. 4/2019 di 55 persone alla Procura della Repubblica di Rovigo e all’emanazione da parte del G.I.P. dello stesso Tribunale di un’ordinanza di sequestro preventivo per 415.183,77 euro, pari alle somme indebitamente erogate agli indagati.

In questa prospettiva, è stata inoltrata all’INPS una “segnalazione” corredata di tutti gli elementi acquisiti nel corso delle investigazioni onde procedere alla revoca del beneficio e quindi consentire il risparmio delle somme non ancora erogate, pari a circa 280.000 euro. L’indebito accesso a prestazioni assistenziali e a misure di sostegno al reddito genera iniquità, mina la coesione sociale e vanifica il corretto impiego dei fondi pubblici. Su queste fondamenta prosegue serrata l’attività preventiva e repressiva della Guardia di Finanza contro ogni forma di frode, per garantire il corretto impiego delle risorse destinate alle fasce più bisognose della popolazione, già duramente colpite dall’impatto negativo della crisi economica e sociale conseguente all’emergenza pandemica. L’Autorità Giudiziaria ha autorizzato la divulgazione delle notizie agli organi d’informazione.

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