venerdì, 20 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, a Dnipro 1.500 cadaveri di soldati russi. Sindaco Mariupol: “Qui 20mila morti per i bombardamenti”

A Dnipro più di 1.500 corpi di soldati russi che nessuno ha reclamato. A Sumy più di 100 civili uccisi. Sindaco di Mariupol: "Questo è un genocidio. Finché noi resistiamo, resisterà anche l'Ucraina. A Mariupol 20mila persone morte. Abbiamo le prove dell'uso di armi chimiche". Il 9 maggio la Russia celebrerà con una parata il "Giorno della Vittoria" e annuncerà il successo dell'operazione militare.

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Le atrocità della guerra proseguono e i morti, da entrambe le fazioni, aumentano di giorno in giorno. Le ultime stime, secondo quanto riportato dall’Ukrainska Pravda, parlano di 1.500 cadaveri di combattenti russi che nessuno ha reclamato, negli obitori della città di Dnipro, mentre Dmytro Zhyvytskiy, il responsabile militare di Sumy, in un briefing ha affermato che “più di 100 civili sono morti, abbiamo trovato anche i corpi di anziani e bambini. Altre persone sono state catturate. Altre centinaia hanno invece dovuto abbandonare le loro case. I militari russi sparano ovunque”.

Le dichiarazioni del sindaco di Mariupol

Il presidente ucraino Zelensky, in un video sul suo canale ufficiale, afferma che “molti esperti prevedevano che l’Ucraina non avrebbe resistito più di una settimana se la Russia ci avesse invasi. Ma noi siamo riusciti a fermarli e allontanarli. La guerra non è ancora finita. Questo è stato solo il primo round”. A confermare questa linea di pensiero è il sindaco di Mariupol, città che ormai sembrava persa dopo la resa questa mattina di mille marines ucraini, mostrando la propria intenzione a resistere all’invasione: “I russi hanno distrutto gli ospedali e tutta la città. Questo è un genocidio lanciato da un criminale di guerra, Putin, contro la nostra nazione. Finché resisteremo, resisterà anche l’Ucraina. Mariupol resterà per sempre ucraina”. Durante il discorso ha anche aggiunto che “secondo le nostre stime sono 20mila le persone morte a Mariupol a causa dei bombardamenti russi” e ha poi parlato dell’uso delle armi chimiche da parte delle forze armate russe, affermando che “stiamo raccogliendo prove, i nostri esperti le stanno esaminando, anche se non sarà facile”. Il ministro degli Affari Esteri ucraino si è invece dichiarato deluso dal presidente francese Macron, per non aver definito “genocidio” le barbarie commesse dagli invasori russi.

Intanto il primo cittadino insediato dai russi a Mariupol, Konstantin Ivashchenko, ha avuto l’incarico di ripulire il centro della città dai detriti e dai cadaveri delle vittime per prepararsi ai festeggiamenti del 9 maggio, in cui la Russia celebra il “Giorno della Vittoria” sulla Germania nazista. Il momento clou di quella giornata è la parata militare sulla Piazza Rossa a Mosca. Secondo il Cremlino, quella data potrebbe essere la giusta occasione per annunciare il successo nell’operazione speciale in atto in Ucraina.

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