venerdì, 20 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Onu: 1.892 morti e 2.558 feriti. Oltre 400 sepolture a Severodonetsk. Kiev: “Colloqui con Mosca molto duri, ma vanno avanti”

Secondo l'Onu circa 1892 persone hanno perso la vita e 2558 sono rimaste ferite dall'inizio del conflitto. Nella regione orientale di Lugansk, a Severodonetsk, sono 400 i civili sepolti. Mentre i militari ucraini confermano l'attacco chimico a Mariupol, il capo delegazione di Kiev: "Colloqui con Mosca duri, ma proseguono".

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Siamo al 48esimo giorno di conflitto e nelle immagini che ci arrivano dall’Ucraina è talmente tanta la distruzione, che sembra si tratti di una terra vergine, in cui non ci sono mai state città né villaggi. Il dramma peggiore resta però il massacro di esseri umani. Dall’inizio dell’aggressione russa circa 1.892 persone hanno perso la vita e 2.558 sono rimaste ferite; questa la stima confermata dall’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Ma il bilancio reale potrebbe essere ben più grave. Tra le vittime ci sono almeno 308 donne, 71 bambini, 30 ragazze e 52 ragazzi. Nella regione orientale di Lugansk, a Severodonetsk, sono circa 400 i civili sepolti da quando è esplosa questa orrenda guerra; a dirlo è il capo dell’amministrazione militare regionale Serhiy Haidai, citato dall’Ukrainska Pravda. Ma ai numeri di morte, si aggiungono quelli dei colpi d’artiglieria pesante sferrati dall’esercito russo. Una fonte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, citata dalla Cnn, ha affermato che sarebbero circa 1.540 i missili lanciati dai soldati di Putin fino a ora.

Vicesindaco di Mariupol: “Militari confermano l’attacco chimico”

Non possiamo fornire informazioni più dettagliate sulla natura degli ordigni, ma abbiamo la conferma dai militari che è avvenuto“, così il sindaco di Mariupol Serghei Orlov, citato dall’agenzia Unian, in merito alla presunta pioggia di bombe al fosforo russe che avrebbe colpito la città.

Marines di Kiev rompono assedio russo

Nonostante le bombe al fosforo russe su Zaporizhzhia, le stragi di Bucha e Borodyanka, il popolo ucraino non si arrende. A Mariupol un reparto di marines di Kiev della 36ma Brigata sembrerebbe sia riuscito a venir fuori dall’accerchiamento delle truppe di Putin, riuscendo a congiungersi con il battaglione Azov, a sua volta circondato nell’area portuale. La notizia è stata diffusa dai media ucraini, riportando le dichiarazioni di un ufficiale: “Un’operazione speciale che ha permesso a diverse centinaia di marines, inclusi i feriti, di uscire dall’assedio dei russi”.

Capo delegazione Kiev: “Colloqui con Mosca molto duri, ma vanno avanti”

Dopo gli ultimi presunti crimini di guerra commessi dalla Federazione russa, sembra che i colloqui tra i due Paesi siano sempre più in bilico. Tuttavia il consigliere presidenziale ucraino e membro della delegazione di Kiev Mykhailo Podolyak, ha affermato che i negoziati con Mosca sono “molto duri“, ma vanno avanti. Podolyak, citato dal Guardian, ha affermato che il dialogo sta continuando tra sottogruppi di lavoro, sottolineando però come la Russia stia tentando di premere sulla faccenda con le ultime dichiarazioni pubbliche. La denuncia di Podolyak giunge in risposta alle ultime parole al vetriolo di Putin: “Colloqui di pace con l’Ucraina sono a un vicolo cieco“.

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