mercoledì, 25 Maggio 2022

Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, fuori oggi il nuovo singolo “Morte ai poveri”

Dopo la storica militanza ne Il Teatro Degli Orrori, Pierpaolo Capovilla pubblica il brano apripista del suo nuovo progetto PIERPAOLO CAPOVILLA E I CATTIVI MAESTRI

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Dopo la storica militanza ne Il Teatro Degli Orrori, Pierpaolo Capovilla pubblica il brano apripista del suo nuovo progetto PIERPAOLO CAPOVILLA E I CATTIVI MAESTRI, dirompente formazione in cui figurano anche Egle Sommacal (Massimo Volume), Fabrizio Baioni (Drunken Butterfly) e Federico Aggio (Lucertulas). S’intitola “Morte Ai Poveri” ed esce oggi, 8 aprile, nella Giornata Internazionale dei Rom, Sinti e Camminanti: un chiaro omaggio alla figura paradigmatica del nostro tempo, quella del migrante, tanto cara all’autore.

Primo estratto che anticipa il nuovo album, in uscita il 27 maggio, il singolo è animato da una rabbia travolgente, ai limiti dell’isteria, che si scaglia contro la posizione ideologica assunta dalla società contemporanea nei confronti dei migranti; un popolo che bussa alle nostre porte ricevendo in cambio solo indifferenza, quando non odio. In questo scenario dominano chitarre infuocate e grida indemoniate, con cui Capovilla e i suoi lanciano un messaggio cruciale: di integrazione, di accoglienza, di solidarietà e fratellanza.

«È esattamente ciò che viene fatto, che facciamo, alle nostre sorelle e fratelli migranti – dichiara Capovilla – Li uccidiamo. Non prima di averli derubati, abbandonati, cacciati indietro in strutture detentive in tutto e del tutto simili a campi di concentramento, disumani sempre e mortali innumerevoli volte. La postura ideologica che una parte maggioritaria del paese ha assunto negli anni nei confronti della tragedia migratoria è quella dell’indifferenza, mentre un’altra parte, non egemone ma significativa, sceglie l’avversione e l’ostilità. Disumanizziamo e subumanizziamo la disperazione africana che bussa alle nostre porte. Contro questo stato di cose, la canzone italiana deve prendere posizione, nel segno dei valori democratici che sempre devono istruire le nostre coscienze».

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