venerdì, 20 Maggio 2022

F1, riecco Melbourne dopo due anni di assenza: caratteristiche numeri e curiosità del GP d’Australia

La F1 ritorna in Australia dopo due anni di assenza causa Covid. Alla scoperta di Albert Park, circuito cittadino che ospita il circus dal 1996.

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Una settimana di pausa e la F1 ritorna in pista dopo il GP di Jeddah. Tappa della terza gara dell’anno è Melbourne, seconda città più popolosa d’Australia dopo Sidney.
La Formula 1 vola, a tre anni dall’ultima volta, nel continente più piccolo del globo. Il Covid ha purtroppo cancellato gli appuntamenti del 2020 e del 2021, con gli amanti del motorsport che torneranno a sintonizzare di prima mattina la sveglia per il GP, al via domenica alle 7:00 italiane.

Un giro ad Albert Park: caratteristiche del tracciato

Cornice del Gran Premio è Albert Park, circuito cittadino non permanente che ospita le gare di F1 dal 1996. Il tracciato costeggia le strade adiacenti al lago del parco, è lungo 5.278 metri con 14 curve, 9 a destra e 5 a sinistra, e quattro zone DRS.
Nei due anni di inattività sono state apportate alcune modifiche, al fine di garantire maggiore sicurezza per piloti e addetti ai lavori. La Pitlane è stata allargata di due metri, mentre la chicane presente tra le curve 9 e 10 è stata rimossa, a favore di un rettilineo di 1.3 kilometri, attuato per offrire più velocità e, automaticamente, un’usura degli pneumatici elevata.
Questi cambiamenti hanno reso la pista più veloce di cinque secondi, portando le vetture nel lungo rettilineo a picchi di 330 km/h. Il record a cronometro sul giro appartiene al sette volte campione del mondo Schumacher, che il 7 marzo 2004 a bordo della sua Ferrari F-2004 segnò il tempo di 1:24.125.

Albo d’oro, numeri e vittorie a Melbourne: Schumacher e Ferrari i più vincenti

Come si evince dal titolo del paragrafo, la Ferrari è stata la scuderia più vincente del GP d’Australia, ben otto trionfi per il Cavallino in ventisei anni. Nel 1999 si impose con Irvine, nel 2000, 2001, 2002 e 2004 con Schumacher, 2007 con Raikkonen, infine 2017 e 2018 con Vettel.
Segue con sei successi la McLaren, 1997 e 2003 Coulthard, 1998 Hakkinen, 2008 Hamilton, 2010 e 2012 Button. Il “podio” viene completato dalla Mercedes, quattro vittorie grazie alla bandiera a scacchi 2014 e 2016 di Rosberg, 2015 di Hamilton e di Bottas nell’ultima edizione, quella del 2019.
Appena un successo per i campioni del mondo della RedBull. L’unica gioia risale al 2011 con Vettel, che a fine anno metterà in bacheca il secondo mondiale in due anni.
Per trovare un vincitore diverso da Mercedes e Ferrari bisogna ritornare al 2013, quando il finlandese Raikkonen tagliò per primo il traguardo a bordo della sua Lotus. L’ex pilota Alfa Romeo inoltre detiene il primato di giri veloci: 6.
Record di pole position per Lewis Hamilton, 8, e di podi raggiunti, addirittura 9.

Pilota del weekend: Sebastian Vettel

È vero, i semafori dell’Albert Park non si sono ancora spenti, eppure abbiamo già il nostro vincitore. Stiamo parlando chiaramente di Sebastian Vettel, finalmente tornato in pista con la sua Aston Martin, dopo aver saltato i primi due GP dell’anno causa Covid.
Il tedesco, sostituito dal connazionale Hulkenberg nelle scorse gare, si è reso protagonista di un simpatico siparietto durante le prove libere. Abbandonato dalla sua monoposto per assenza di potenza al motore, Vettel è prima sceso dalla vettura, per poi domare il fumo con l’ausilio di un estintore.
Come se non bastasse l’atipica veste di pompiere per l’ex Ferrari, lo show è stato completato con il ritorno al paddock in motorino. In sella ad uno scooter, Seb ha fatto il giro della pista senza mani, con il casco appoggiato sulla testa, salutando i fan presenti come se fosse il Pontefice a bordo della Papamobile.
Il buon vecchio Vettel come al solito non si smentisce, confermandosi campione di simpatia, prima che campione sull’asfalto.

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