martedì, 24 Maggio 2022

Pescara, denaro riciclato attraverso la Croazia: scoperta maxi frode da mezzo miliardo di euro – VIDEO

L’indagine è iniziata già nel 2015. La banda di imprenditori e prestanome, per evitare il sequestro dei beni, ha dato "vita" a 2 imprese fantasma in Croazia per trasferire il denaro. La voragine per imposte evase è di 100 milioni di euro.

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Nel mirino della Guardia di Finanza una rete di imprenditori e prestanome del Pescarese che hanno tentato di sottrarre alla giustizia fino all’ultimo centesimo di un patrimonio di ricavi non dichiarati di mezzo miliardo di euro. Grazie ad un blitz antiriciclaggio, sono stati bloccati e sequestrati capitali illeciti, partiti dall’Italia ed arrivati a Spàlato, nei Balcani, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

L’operazione della GdF, “Buildgate”, riguarda le frodi fiscali nel settore edilizio. Gli accertamenti hanno portato ad individuare un’equipe di impresari e teste di legno coinvolti in un losco giro d’affari finalizzato a riciclare all’estero del denaro proveniente da reati di natura fiscale. Le indagini sono partite nel 2015, sono state scoperte fatture per operazioni inesistenti per oltre 500 milioni di euro, è stata creata una voragine di 100 milioni di euro per imposte evase. Nel 2019, invece, sempre nello stesso ambito, è stata applicata la misura di prevenzione patrimoniale con il sequestro dei beni, denaro, rapporti bancari, partecipazioni societarie e ville lussuosissime per un valore di oltre 16 milioni di euro.

Per sfuggire all’aggressione dei beni, gli indagati hanno deciso di dar vita, in Croazia, a 2 imprese “fantasma”, esistenti solo sulla carta ma utili ai fini della creazione di conti correnti necessari per dar vita al flusso di denaro. Il meccanismo di riciclaggio, aggravato dalla transnazionalità, era ben preciso: si inizia con il rimpallo di consistenti somme di denaro tra i diversi conti intestati alle società croate, come causale venivano inseriti movimenti inverosimili. Ad esempio la sottoscrizione di contratti per la compravendita di immobili fittizi, in cui la parte venditrice non è mai esistita.

Il trasferimento illecito è servito ad un unico scopo, nasconderne la provenienza illecita, rendendone impossibile il congelamento. Infatti, gli indagati hanno infatti tentato di far sparire i soldi giusto il giorno prima dell’esecuzione del sequestro, soldi che poi sono stati sottratti alla banda grazie all’autorità giudiziaria corata.

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