mercoledì, 25 Maggio 2022

Bimbo autistico di 6 anni deriso dalle maestre su WhatsApp, la ministro Stefani: “Se vero provvedimenti esemplari”

Un gruppo whatsapp tra maestre di sostegno e non, un bimbo autistico di 6 anni deriso, soprannominato ansia, l'esultanza per l'infezione da covid. Accuse pesantissime da parte della mamma, che ora vuole chiarezza.

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Gruppi WhatsApp creati per deridere, messaggi vocali carichi di odio. Sembra il classico scenario di bullismo tra ragazzi, invece gli ideatori pare siano state le maestre, di ruolo e di sostegno, di un bimbo autistico di 6 anni, Luca (nome di fantasia), residente nella Capitale. L’associazione “La battaglia di Andrea”, che combatte in prima linea per i diritti dei disabili, denuncia l’increscioso episodio dopo essere stata avvertita dalla mamma del piccolo, avvisata a sua volta dall’ex insegnante di sostegno del figlio che ha terminato il suo incarico lo scorso ottobre. Proprio lei era stata aggiunta ad un gruppo WhatsApp creato ad hoc per “sparlare” del bimbo. A suo dire, non era mai stata molto attiva, tanto da non aver letto i messaggi fino a quando poi è stata rimossa dal gruppo.

Il racconto della mamma e i messaggi su WhatsApp

La mamma racconta di essere stata informata dall’ex insegnante del piccolo che le ha fatto ascoltare gli audio, messaggi in cui ci sarebbero le risate e l’esultanza da parte delle insegnanti quando hanno saputo che Luca aveva contratto il Covid e che non sarebbe andato a scuola. Voci e parole che risuonerebbero cariche di umiliazione e offesa, col piccolo soprannominato ansia. “Domani ce tocca, ci faremo sostegno l’un con l’altra” oppure “magari torna miracolato”. Quando la mamma è andata a scuola per chiedere chiarimenti, non avrebbe ottenuto alcuna risposta, neppure dall’insegnante attuale di sostegno del figlio, proprio lei che ha scelto quel tipo di mestiere, proprio lei non avrebbe mai dovuto scrivere determinate cose.

Ora la mamma di Luca chiede aiuto alle istituzioni perché molto preoccupata di far ritornare il suo piccolo in quella scuola, in quell’aula. “Luca ha bisogno di andare a scuola, ha bisogno di stare insieme con gli altri bambini ma adesso è costretto a stare a casa, con il rischio di una grave regressione”. Luca non può più vivere “la sua normale quotidianità”.

“Pieno sostegno alla famiglia”

L’associazione ha espresso totale sostegno e solidarietà alla famiglia; la presidente, Asia Maraucci, fa sapere che “se quanto raccontato dalla mamma dovesse corrispondere a verità, sarebbe gravissimo. Siamo certi che la scuola chiarirà la situazione”. Interviene sui social anche il Ministro per le Disabilità, Erika Stefani, tramite un post in cui si scaglia contro tutti coloro, soprattutto nell’ambito dell’istruzione, che non adempiono al ruolo che dovrebbero ricoprire. E se i fatti raccontati dovessero essere veri, i provvedimenti saranno esemplari.

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