mercoledì, 25 Maggio 2022

Matrimoni combinati, Camera approva Legge Saman: permesso di soggiorno alle ragazze costrette a sposarsi

Passa alla Camera con 385 sì e 31 astenuti. Quasi tutti i partiti italiani si augurano che questa legge possa salvare altre vittime, Fratelli d’Italia ha delle perplessità. Ora si lascia la parola al Senato.

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L’hanno chiamata “Legge Saman”, dalla vicenda di Saman Abbas, scomparsa a Novellara da quasi 1 anno dopo che si era opposta a un matrimonio combinato organizzato dalla famiglia. È stata approvata alla Camera con la maggioranza di 385 voti e 31 astenuti e riguarda il “rilascio del permesso di soggiorno alle vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio“. È nata da una proposta della deputata del M5S Stefania Ascari. C’è stato l’impellente bisogno di redigere un disegno di legge ad hoc per queste vittime perché i dati registrati in Italia sono preoccupanti.

Matrimoni combinati, i numeri in Italia

Secondo l’ultimo rapporto, curato dal Ministero dell’Interno, dal 9 agosto 2019, data dell’entrata in vigore della legge cosiddetta codice rosso che ha introdotto il nuovo reato, fino al 31 dicembre 2021, si sono registrati 35 casi di reati di costrizione o induzione al matrimonio: 7 nel 2019, 8 nel 2020 e 20 nel 2021. Le vittime sono per lo più donne e straniere, pari all’85%. La legge ha come auspicio evitare che altre donne, ragazze si trovino nella stessa situazione della giovane Saman.

I “distinguo” della politica

Diamo uno strumento di protezione in più per evitare nuovi casi Saman”, questo dice il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Brescia, deputato M5S. Il provvedimento si è basato sulle mosse del caso della giovane pakistana per partire da una base concreta e cercare di “fornire un’ancora di salvezza a tante donne vittime di abusi”, Fabio Berardini di Coraggio Italia. Da quasi tutti i partiti italiani, tra le motivazioni dell’approvazione c’è la libertà ed è “una scelta di civiltà”, Flora Frate di Italia Viva. Dal Pd, la deputata Barbara Pollastrini chiede che “la futura legge di Bilancio contenga investimenti adeguati di contrasto a oppressioni e violenze”. Un po’ di perplessità da parte di Fratelli d’Italia, la deputata Augusta Montaruli, astenuta, sostiene che questa legge probabilmente non salverà altre ragazze perché il fine non è quello di prevedere l’ipotetico reato, ma avrebbero dovuto soffermarsi su “la non attuazione di quegli strumenti che potevano impedirle di incontrare i suoi carnefici”. Ora le legge passa all’esame del Senato.

Il caso di Saman

La proposta di legge è stata presentata dopo il caso di Saman Abbas. La giovane ragazza pakistana scomparsa oramai da quasi 1 anno, a Novellara di Reggio Emilia. Si pensa che l’abbiano uccisa i suoi familiari, 2 cugini con l’aiuto dello zio, ma sono indagati anche i genitori, perché la giovane si era rifiutata di sposare il cugino con un matrimonio combinato. Ha avuto una forte discussione, si è ribellata e forse questa sua ribellione le è costata la vita, come ha sostenuto il fratello 16enne: “L’ha uccisa lo zio” strangolandola, poi si pensa sia stata fatta a pezzi per far perdere le tracce del corpo. A sostegno di questa affermazione, corrono in soccorso delle immagini diffuse che immortalavano 3 uomini con la pala e un secchio, tempo dopo verrà ritrovato un frammento osseo, nel Po, a circa 20 km dal luogo della tragedia. È caccia ai 3 carnefici, il cugino 35enne Nomanhulaq Nonamhulaq è stato arrestato a Barcellona dopo mesi di latitanza e poi estradato in Italia. Precedentemente è toccata la stessa sorte anche all’altro cugino, Ikram Ijaz, e allo zio, Danish Hasnain, beccati in Francia e poi estradati. I genitori sono ancora latitanti.

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