mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Sievierodonetsk messa a ferro e fuoco. Bucha: 25 ragazze stuprate dai soldati russi

Zelensky conferma la morte di almeno 167 bambini dall'inizio della guerra. La Norvegia ha espulso 3 diplomatici russi. A Mariupol evacuate 500 persone grazie alla Croce Rossa. Johnson e Scholz: "Uccidere civili è crimine di guerra. Vicini al genocidio". Cremlino: "A Bucha è una messinscena, necessità di un'indagine imparziale".

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Le barbarie della guerra continuano a imperversare in Ucraina e i morti aumentano di giorno in giorno. Secondo quanto denunciato dal presidente Zelensky, riportando i dati della procura generale, dall’inizio dell’invasione sono almeno 167 i bambini uccisi. Non si hanno invece notizie, al momento, riguardo le possibili vittime dei bombardamenti da parte della Federazione russa nel Lugansk, che hanno mandato a fuoco 10 edifici nella città di Sievierodonetsk. Proprio stamattina, i cittadini di quella zona sono stati esortati a lasciare le città in previsione di possibili attacchi russi che avrebbero portato all’interruzione delle vie di fuga, visto l’aumento degli assalti nel Donbass. La lunga lista di nazioni europee che sta prendendo provvedimenti nei confronti di figure di spicco russe sul proprio territorio aggiunge un nome, la Norvegia, che oggi ha espulso tre diplomatici della FR.

Corridoi umanitari a Mariupol

Per fortuna proseguono le evacuazioni di civili dalle città più colpite: il Comitato della Croce Rossa internazionale ha scortato un convoglio di bus e di automobili private che ha permesso a 500 persone di lasciare Mariupol. “L’arrivo di questo convoglio a Zaporizhzhia – dice il capo delegazione del Comitato della CRI in ucraina – è un enorme sollievo per centinaia di persone che hanno sofferto immensamente e ora si trovano in un luogo più sicuro. È chiaro, tuttavia, che altre migliaia di civili intrappolati all’interno di Mariupol hanno bisogno di un passaggio sicuro e di aiuti”.

Le atrocità a Bucha

La situazione a Bucha continua a far parlare e discutere. Il premier inglese, Boris Johnson, ha usato parole molto dure per ribadire i concetti già espressi da Zelesnky e Stoltenberg, affermando che le azioni dell’armata russa nella città “non sembrano molto lontane dal genocidio. Non ho dubbi sul fatto che la comunità internazionale, con la Gran Bretagna in prima fila, si muoverà di nuovo di pari passo per imporre sanzioni ancora più dure al regime di Vladimir Putin”. Anche Scholz, il cancelliere tedesco, ha sostenuto che quello commesso a Bucha è stato “un massacro verso i civili ucraini, tra cui bambini, donne e anziani” e la responsabilità è dei soldati russi. Ha poi aggiunto che “l’assassinio di civili è un crimine di guerra e le spaventose immagini arrivate da Bucha ci hanno profondamente sconvolto”.

Intanto sono arrivate attraverso una linea telefonica dedicata all’assistenza le denunce di 25 ragazze, di età compresa tra i 14 e i 24 anni, che hanno asserito di essere state violentate dai militari russi nella città. A riportarlo alla Bbc è stata Lyudmyla Denisova, commissaria per i Diritti umani del Parlamento ucraino: “Continueremo a documentare questi terribili crimini, sfortunatamente, e ogni criminale sarà punito”. Tuttavia, il Cremlino controbatte per il tramite del suo portavoce, Dmitri Peskov: “Naturalmente, la mostruosa messinscena a Bucha deve e deve essere indagata. Ma allo stesso tempo, è necessario stabilire un’indagine veramente imparziale e indipendente”.

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