venerdì, 20 Maggio 2022

La malinconica eleganza synth-pop di I’M NOT A BLONDE, esce l’8 aprile esce “This is light”

Dalle ombre e i tormenti dell’inverno alla luce e alle speranze della primavera. Esce l’ 8 aprile per INRI/Metatron This is Light, il nuovo Ep di I’m Not a Blonde, il 9  release party al BASE di Milano.

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Dalle ombre e i tormenti dell’inverno alla luce e alle speranze della primavera. Esce l’ 8 aprile per INRI/Metatron This is Light, il nuovo Ep di I’m Not a Blonde, il 9  release party al BASE di Milano.

Il lavoro, realizzato con il sostegno di Italia Music Lab, segue e completa Welcome Shadows, uscito a dicembre 2021. Insieme, i due EP costituiscono l’album Welcome Shadows, This is Light, il quarto nella discografia del duo electro-pop composto dalla milanese Camilla Benedini e dall’italoamericana Chiara Castello. Un raffinato progetto articolato sul dualismo fra ombra e luce, distopia e utopia, senso della fine e urgenza di rinascita, che sembra quasi seguire la naturale ciclicità delle stagioni.

This is Light è l’altra faccia della medaglia di Welcome Shadows, quella positiva, ottimista. Dopo il viaggio nella notte, ora I’m Not a Blonde accoglie nuovamente il giorno: dopo aver affrontato i paesaggi tormentati e faticosi del buio, Camilla e Chiara rinascono e ritornano alla luce. Sulle tematiche già affrontate nel primo Ep – l’amore, la natura, la morte, il rapporto con se stessi – si posa ora uno sguardo diverso, che ne modifica contorni e caratteri. Le paure, le debolezze, gli scontri e anche i percorsi traumatici vissuti e ripercorsi in Welcome Shadows sono stati necessari per crescere e arrivare a realizzare che non esiste un unico punto di vista sulle cose, ma anzi ne esistono di infiniti, inaspettati e sempre nuovi. Ed ecco dunque che nasce This is Light.

SHADOWS e LIGHT sono i due attori che sono emersi durante la prima esperienza della pandemia Covid 19 nel 2021 e noi ne abbiamo interpretato le parti. Racconta I’m Not a Blonde. In un continuo rimbalzare di emozioni, abbiamo vissuto quel momento anche come un’opportunità di esplorare queste tematiche, in un dialogo di confronto tra i nostri diversi punti di vista e queste due prospettive di luce e ombra. Una sorta di prolungata e forzata seduta psicanalitica.

Speak Loud apre il disco raccontando proprio quel momento di passaggio dallo spaesamento e dalla paura all’intuizione che dietro a qualcosa di così straniante e spaventoso potesse nascondersi un’occasione, qualcosa di nuovo, diverso e inaspettatamente bello come il ritrovare una diversa relazione con il tempo, la natura e lo spazio. La canzone grida una richiesta di condivisione, un desiderio che questo cambiamento sia fatto insieme sia in un ambito di relazione personale che una visione piú ampia di comunità: come mai prima d’ora tutte le parti del mondo condividono lo stesso destino. Special invece è “l’alter ego” di Circles: parla sempre di una relazione complessa ma vissuta più con “leggerezza”, quasi come un gioco, in cui si coglie che sia i momenti felici che quelli di discussione e contrasto fanno parte della specialità, dell’unicità di ogni storia. My Best, ballad dalle atmosfere “dreamy”, ha un testo molto intimo e personale: è un dialogo tra la propria parte adulta e quella bambina, un tentativo di imparare a essere accoglienti nei confronti della parte più fragile di noi stessi e a volersi bene nonostante i propri difetti. Talk of Love è un inno d’amore nei confronti dell’ambiente e del nostro pianeta, in cui domina il richiamo della natura, quella voce dentro di noi che ci dice che l’inverno sta finendo (riprendendo il tema affrontato nel precedente Ep con Winter is not Coming) ed è arrivato il momento di lasciare andare le paure e di credere in noi stessi e negli altri perché qualcosa di nuovo e diverso sta nascendo. Se in Welcome Shadows la morte faceva paura (White Roses), nell’ultimo brano di This is Light2Fish, la si vuole accogliere nel suo essere parte della vita. Un brano corale e dal sound avvolgente e “caldo”, in cui ritorna l’uso dell’italiano in brevi parti – quasi come fosse un “esotismo” -. Un invito a interrogarsi e tuffarsi senza paura nella profondità di quello che non riusciamo ancora a vedere, a rimanere curiosi rispetto alla vita e quello che ancora non sappiamo.

Dal punto di vista sonoro, in This is Light rimane comune a Welcome Shadows l’uso di beat electro, ma le chitarre diventano più ricche e più protagoniste, elementi portanti nella scrittura con la presenza di riff che definiscono le melodie. I synth sono più delicati e accompagnano le melodie della voce che si fanno più morbide e dilatate. Gli elementi di elettronica si fondono maggiormente con gli strumenti organici, chitarre e voci. Come nel precedente Ep, c’è un ricorrente utilizzo di “pitch shifting” sulla voce di Chiara (trasformata a un’ottava più bassa), a voler raccontare ancora la dualità (anche tra organico e sintetico) e la voglia di giocare liberamente con i ruoli di genere e identità. In This is Light si sentono molte voci di contorno, a volte sintetiche – come il “coro new-age” di Talk of Love -, altre volte sono doppie e triple voci di Chiara (come in Speak Loud), altre ancora sono voci di ospiti (2 Fish). L’ effetto di coralità che ne risulta rappresenta il desiderio di “presenza umana” e un maggior bisogno di condivisione.

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