venerdì, 20 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, il rublo spaventa l’Ue. La Russia arretra verso la Bielorussia ma si compatta a sud. Presunto attacco di Kiev nella città di Belgorod

Il pagamento delle forniture di gas è il tema ormai diventato centrale nel dibattito sulla guerra in Ucraina. Intanto, sul campo la Russia arretra ma si compatta nella zona orientale, verso Mariupol. Il sindaco di Belgorod denuncia un attacco ucraino sulla città.

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Negli ultimi due giorni, a tenere banco sono le posizioni della Russia rispetto alle forniture di gas nei confronti dei Paesi Ue. Vladimir Putin si è giocato la carta del rublo, che però potrebbe avere, sull’economia, effetti devastanti sia per l’Occidente che per Mosca. Dal fronte, le ultime notizie delineano uno scenario in cui la Russia sembra lasciare terreno in alcune zone, ma – almeno secondo Zelensky – gli invasori starebbero preparando una pesante offensiva nel sud dell’Ucraina, compresa la città portuale di Mariupol. “Nel Donbass, a Mariupol e nella direzione di Kharkiv, le forze russe stanno accumulando risorse per potenti attacchi. Difenderemo, faremo tutto il possibile per fermare gli occupanti e liberare il nostro territorio dai loro crimini malvagi e insensati”, ha detto il presidente ucraino.

Cernihiv dopo gli attacchi (fonte: telegram)

Aggiornamenti dal fronte

Alcune forze russe si stanno ritirando dalle aree intorno a Kiev verso la Bielorussia, nonostante l’intensificarsi dell’assalto russo nelle regioni sud-orientali di Donetsk e Luhansk. L’esercito invasore sta arrancando verso il confine bielorusso portando via veicoli civili rubati, lo ha comunicato lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina. Sono 7 gli attacchi russi respinti a Donetsk e Luhansk durante la notte, con l’esercito di Kiev che ha distrutto 3 carri armati, 2 veicoli corazzati e un drone. Petro Andryushchenko, assistente del sindaco di Mariupol, ha detto che la città è rimasta chiusa per chiunque provi ad entrare ed è “molto pericolosa” per chiunque cerchi di andarsene. Le forze russe hanno impedito da giovedì anche alla più piccola quantità di forniture umanitarie di raggiungere i residenti intrappolati, chiarendo che un “corridoio umanitario” pianificato non era stato aperto

Gazprom (fonte: twitter)

Vola prezzo del gas in Europa

Vola il prezzo del gas in Europa con la posizione di Vladimir Putin sul pagamento delle forniture in rubli mentre la guerra in Ucraina prosegue senza sosta. Le quotazioni ad Amsterdam segnano un balzo a 132 euro al megawattora, in rialzo del 4,8% rispetto alla chiusura di ieri. A Londra il prezzo sale a 305 penny al Mmbtu, in aumento dell’1,9%. La risposta al decreto, emesso dal Cremlino, arriva dal Commissario Ue per gli Affari Economici Paolo Gentiloni. “I contratti devono essere rispettati e nei contratti esistenti non c’è obbligo di pagare in rubli. Non ci faremo ricattare da Mosca“, ha detto l’ex premier che aggiunge: “è un sistema per aggirare le sanzioni e ricattare l’Europa, ma nulla nei contratti glielo consente“.

Russia, 8 serbatoi di petrolio in fiamme

Almeno 8 serbatori di petrolio sono in fiamme nella regione russa di Belgorod, per un presunto attacco di elicotteri ucraini a un deposito di carburante. Lo riporta la Tass, asserendo che sul posto sono stati inviati almeno 170 vigili del fuoco con 50 mezzi per spegnere l’incendio di notevoli dimensioni. Il sindaco di Belgorod ha fatto sapere che “i due dipendenti che erano sul posto nel momento dell’esplosione non sono feriti”.

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