mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Unicef: “Due milioni di bimbi hanno lasciato il Paese”. Amnesty: “Usate bombe a grappolo”. Kiev: “Nessun ritiro delle truppe russe”

Due milioni di bambini costretti a lasciare l'Ucraina. Amnesty ha confermato l'uso delle bombe a grappolo. Il negoziatore ucraino: "La difficile questione del Donbass non è stata trattata. Nessun ritiro delle truppe russe da Kiev e Chernihiv".

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Due milioni di bambini sono stati costretti a lasciare l’Ucraina a causa della guerra. La situazione sta precipitando. Mentre il numero di bimbi che fuggono dalle loro case continua a crescere, dobbiamo ricordare che ognuno di loro ha bisogno di protezione, istruzione, sicurezza e sostegno. Oltre 1,1 milioni ne sono arrivati in Polonia, centinaia di migliaia stanno arrivando in Romania, Moldavia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca“. Questo il tristissimo bilancio rivelato dal direttore generale dell’Unicef, Catherine Russell. Il dramma bellico che si sta consumando sul suolo ucraino costituisce un trauma per l’umanità, ma soprattutto per i più piccoli, che secondo l’Unicef e l’Unchr, rappresentano circa la metà dei profughi. Intanto le atroci brutalità inferte dai soldati russi proseguono, aggiungendo al frastuono delle bombe le urla delle donne ucraine stuprate. “A Mariupol gli occupanti hanno violentato una donna per diversi giorni di fronte al figlio di sei anni. È morta in seguito alla ferite e al piccolo sono diventati grigi i capelli per lo shock”. La notizia è stata data dal ministero della Difesa di Kiev. “Questo non è un film dell’orrore. Stupro, violenza, omicidio: questo è ciò che significa il mondo russo“, ha scritto il ministero su Twitter.

Amnesty: “Usate bombe a grappolo in Ucraina”

Le bombe a grappolo in questa guerra in Ucraina stanno cadendo fin dal 24 febbraio, ma solo oggi Brian Castner, un esperto di Amnesty International, è in grado di confermare siano stati utilizzati questo tipo di esplosivi. “Brian Castner è un nostro esperto di bombe e proiettili, appena tornato da una missione di ricerca in Ucraina. Ha raccolto prove di attacchi con bombe a grappolo e intervistato persone fuggite dalle città assediate dell’est. Presto uscirà un rapporto su quanto documentato”, così ha postato il profilo dell’organizzazione di volontariato in Italia.

Kuleba: “Mentre continuano i colloqui Mosca non interrompe le ostilità”

Mentre continuano i negoziati, la Russia non interrompe le ostilità. È cruciale che i partner continuino a fornire all’Ucraina più armi ed applicare più sanzioni alla Russia. Più è forte l’Ucraina migliore sarà l’accordo che potremo ottenere per il bene dell’Ucraina e della sicurezza dell’Europa”, questo il post sul Twitter del ministro degli Esteri ucraini, Dmytro Kuleba.

Ucraina: “Non abbiamo parlato del Donbass. Nessun ritiro delle truppe russe da Kiev e Chernihiv”

La “difficile” questione dello status di neutralità del Donbass tiene banco ed è in assoluto uno dei motivi chiave che hanno innescato l’aggressione russa in Ucraina. Il negoziatore di Kiev David Arahamiya in un’intervista ha spiegato che l’argomento è stato messo “tra parentesi” durante i negoziati, non venendo affatto toccato. “Le delegazioni non avevano un mandato politico sufficiente per discuterne e quindi l’hanno tirato fuori prima dell’incontro dei leader e hanno lavorato su tutte le altre questioni”, ha aggiunto il diplomatico. Inoltre il ministero della Difesa ucraino ha tuonato che non c’è stato alcun ritiro delle truppe russe da Kiev e Chernihiv, come invece era stato prospettato ieri. Dal canto suo il ministero della Difesa russo ha detto che il raggruppamento delle truppe si pone l’obiettivo di concentrare l’azione militare sul fonte principale e completare la “liberazione” del Donbass.

Johnson: “Far cadere Putin non è il nostro obiettivo”

Il presidente britannico Boris Johnson ha parlato in commissione al Parlamento di Londra, sottolineando che “far cadere Putin non è un obiettivo del Governo britannico, è importante essere molto chiari su questo punto”. La sua dichiarazione è arrivata per chiarire la posizione del Regno Unito, dopo quanto affermato in merito dal presidente americano Joe Biden. Johnson ha con tutta onestà aggiunto che “non è ignobile sperare” in un epilogo del genere sullo sfondo della “barbara aggressione” di Mosca all’Ucraina. “Gli alleati occidentali devono mantenere in vigore le sanzioni contro Mosca, e rafforzarle fino a che l’ultimo singolo militare russo” non avrà lasciato l’Ucraina. Queste le forti dichiarazioni del presidente GB. Johnson è stato poi interrogato in merito al sistema di garanzie richiesto da Kiev, ha risposto: “Io credo vada totalmente ripensato il sostegno offerto a Paesi come Georgia e Ucraina“, magari sostituendo l’offerta di entrata nella Nato con “un’architettura di sicurezza”, fondata sull’invio di ulteriori carichi di armi. Continuano ancora in Europa le espulsioni dei diplomatici russi, è la volta della Slovacchia che ne allontana 35; a darne notizia sono alcune fonti ufficiali di Bratislava.

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