mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Mosca: “Stretta sui visti per cittadini di paesi ostili”. Lavrov: “Niente occidentali ai negoziati”

Putin firmerà un decreto per attuare le restrizioni verso i Paesi implicati in "attività ostili". La Russia non vuole l'Occidente come intermediario nei negoziati con Kiev. Le sanzioni iniziano a sortire effetti in Europa. Biden chiede nel bilancio un aumento per le spese militari e dispone una presenza più aggressiva nell'Artico

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In Ucraina continuano gli attacchi da parte degli invasori russi. Mariupol è stata ormai quasi interamente rasa al suolo, i morti sono circa 5mila, di cui 210 bambini, e i corridoi umanitari sono stati sospesi. La guerra continua a imperversare e a mietere vittime su entrambi i fronti, mentre la distruzione sta deturpando irreversibilmente il volto ucraino e i morti invadono le strade desolate delle città in macerie.

Le decisioni della Russia

“Un decreto è in preparazione e introdurrà una serie di restrizioni per l’entrata sul territorio della Russia”. Secondo quanto riportato da Interfax, il ministro degli Esteri russo, Lavrov, ha annunciato che le autorità di Mosca stanno progettando delle misure per ridurre la concessione di visti ai cittadini di Paesi stranieri implicati in “attività ostili” contro la Russia. Sembrerebbe che il decreto limiterà l’ingresso ai cittadini di Ue, USA, Canada, Regno Unito, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e altri non ancora citati da Lavrov durante l’incontro con la commissione per la cooperazione internazionale del partito Russia Unita. Lavrov si è anche espresso a proposito dei negoziati, affermando che la Russia non vuole che l’Occidente faccia da intermediario con Kiev: “Non vorrei vedere alcuna diplomazia della navetta da parte dei nostri colleghi occidentali, dal momento che hanno già svolto il loro lavoro in tal senso nel febbraio del 2014 in Ucraina e nel febbraio del 2015 a Minsk”. Ha poi sottolineato che “ora ci dicono ‘date una possibilità alla diplomazia’. Naturalmente, vogliamo dare una possibilità alla diplomazia, ecco perché abbiamo accettato di riavviare i colloqui ora a Istanbul. Tuttavia, c’è una serie di esempi di come i risultati diplomatici sono stati rovinati dai nostri colleghi occidentali. Non possiamo più fidarci di loro“. Intanto è atterrata in Turchia la delegazione di Kiev per i negoziati di domani alle 10:30 (9:30 ora italiana), nel palazzo presidenziale a Istanbul.

La risposta russa alle sanzioni

Per quanto riguarda le sanzioni attuate dall’Occidente, il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolaj Patrushev, ha affermato: “Anche se la Russia non ha ancora introdotto pienamente le sue misure di risposta, i prezzi dell’energia e del cibo nei Paesi europei sono già aumentati. Molte compagnie stanno riducendo le loro operazioni, una circostanza che sta seriamente complicando la situazione socioeconomica nel Vecchio mondo, sullo sfondo dei crescenti flussi migratori”.

Le mosse di Biden contro la Russia

Nel frattempo, secondo quanto riportato dal New York Times, gli Stati Uniti si stanno muovendo con provvedimenti più sostanziosi. Biden oggi presenterà una proposta di bilancio per il 2023 con un notevole aumento delle spese militari: il presidente USA ha infatti intenzione di chiedere 813,3 miliardi di dollari, anche alla luce dei combattimenti in Ucraina. Inoltre sembrerebbe che Washington si stia preparando per contrastare la Russia nell’Artico, disponendo una presenza militare più aggressiva.

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