mercoledì, 18 Maggio 2022

Ruspe, auto e camion incendiati: assalto all’Ivri di San Giovanni Teatino. Banda in fuga con 3 milioni di euro

Un banda di malviventi ha prima incendiato auto e camion, cosparso la strada di chiodi per bloccare il passaggio, poi ha assaltato il caveau avvalendosi di una ruspa. Il sindaco: “Sembra il far west".

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Sembra il far west. Qui non era mai accaduta una cosa del genere”. Commento amaro del sindaco di San Giovanni Teatino (Chieti), Giorgio di Clemente. Ieri, 24 marzo, intorno alle 20:30, nella sede di Sicuritalia Ivri, una banda di criminali di almeno 15 persone ha messo a segno un colpo il cui bottino si aggirerebbe intorno ai 3 milioni di euro. Dalle prime ricostruzioni, non sembrerebbe una banda di sprovveduti. Il colpo ha seguito uno schema ben preciso. Il commando ha prima incendiato un’auto davanti al cancello della sede della ditta, poi ha bruciato alcuni camion lungo le strade di accesso, compresa un’uscita dove è stato pizzato un mezzo di traverso, infine ha cosparso le strade di chiodi per rendere definitivamente inaccessibile l’ingresso, aiutandosi anche con dei bidoni.

I banditi si sono incappucciati, hanno imbracciato mitragliette e pistole e hanno dato vita alla rapina vera e propria. Hanno assaltato l’edificio dove erano in servizio 15 guardie giurate, di cui 3 hanno avuto un malore subito dopo l’assalto. I malviventi hanno subito aperto il fuoco contro i vetri dei locali e contemporaneamente con una grossa ruspa hanno sfondato il muro di recinzione e il muro che porta all’area di lavorazione delle banconote; in questa prima fase il caveau è rimasto immacolato.

Le guardie giurate, mentre fuori dall’edificio c’era l’inferno, sono riuscite a trovare riparo nell’area protetta e hanno dato l’allarme. I banditi hanno concluso il colpo attaccando il caveau, arraffando la refurtiva da quasi 3 milioni di euro per poi darsi alla fuga. Tutto calcolato. Il commando è riuscito a fuggire grazie ai mezzi in fiamme, circa 8, messi di traverso prima dell’assalto, grazie ai chiodi e alle auto ferme, incollanate sull’asse attrezzato per bloccare il passaggio ai veicoli. Per cancellare eventuali tracce, le auto e i camion erano stati riempiti con la schiuma degli estintori e poi bruciati.

I rapinatori hanno continuato a sparare anche durante la fuga, prima si sono allontanati a piedi e poi avrebbero minacciato e costretto un ragazzo di Chieti a scendere dall’auto, una Dacia Duster, senza chiamare nessuno. L’auto è stata abbandonata poco più avanti. Dato l’allarme dalle guardie giurate, sono intervenuti sul posto i Carabinieri, Polizia, 118, Vigili del Fuoco e poi anche il Sindaco. Tra le ipotesi investigative c’è quella che i malviventi avessero dei complici che li hanno aiutati a fuggire.

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