venerdì, 20 Maggio 2022

Orsini cacciato dalla Rai: se il dissenso civile non passa è una sconfitta per tutti

Quella che Orsini sta dando, in questo momento così complesso, è una preziosa lezione di civiltà e coraggio. Diversi politici si sono lamentati dei suoi interventi fino a definirlo "un pifferaio, indegno d'essere ascoltato".

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La Rai ha annullato il contratto stipulato col professor Alessandro Orsini, valido per sei puntate della trasmissione Carta Bianca, condotta da Bianca Berlinguer. Orsini, esperto di sociologia del terrorismo e già direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, in più di un’occasione ha espresso pubblicamente il proprio dissenso nei confronti di una gestione, a suo dire deleteria, del conflitto in corso tra la Russia e l’Ucraina da parte di organismi quali la Nato e l’Unione Europea. Il professore non solo ha preso lautamente le distanze dall’offensiva militare mossa da Vladimir Putin, con termini drastici e netti che raramente si ha avuto modo di ascoltare fino a questo momento, ma lo ha fatto con sagacia, compostezza, educazione (perché di questo si tratta, in fondo), e una fluidità discorsiva che hanno fatto impallidire i toni arroganti di chi si crogiola nei salotti televisivi, appositamente predisposti per il proprio ego.

La decisione, che ha scaldato gli animi di chi, nelle sue parole, aveva trovato quella chiarezza di cui frangenti storici così concitati hanno estremo bisogno, nonché della stessa conduttrice, è scaturita dal fatto che diversi esponenti politici italiani si sono risentiti dei suoi interventi e, dall’alto di un’imprecisata preparazione in materia, sono arrivati a definire Orsini “un pifferaio, indegno d’essere ascoltato”. Codesti signori, però, ignorano, o fingono d’ignorare, che se c’è un motivo valido per continuare a definire civile, democratica e pluralista l’informazione pubblica del nostro Paese, è proprio perché, a differenza di quanto avviene in altri contesti, le opinioni dissidenti, soprattutto se figlie di una conoscenza dell’argomento, non solo non andrebbero censurate, ma addirittura incentivate. A maggior ragione se provenienti dalla mente di uno dei pensatori validi del nostro dibattito pubblico.

Da parte sua, Orsini ha già fatto sapere che continuerà a esprimersi in merito alla guerra, a costo di andare gratuitamente in trasmissione. Punti di vista come quelli del professore andrebbero tutelati e sorretti, non screditati poiché difformi dal sentire comune. Quella che Orsini sta fornendo all’Italia intera, in questo momento così complesso, è una preziosa lezione di civiltà e coraggio.

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