venerdì, 20 Maggio 2022

Caro bollette, rallenta la corsa dei prezzi di luce e gas: segno meno dopo un anno e mezzo

Per la prima volta dalla fine del 2020 le tariffe per la fornitura di gas naturale ed elettricità conosceranno una diminuzione, a partire dal primo aprile. Ma il Governo dovrà trovare nuove risorse per aiutare famiglie e imprese.

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Dopo l’ultimo anno e mezzo, in cui sono impazziti i prezzi di luce e gas, situazione che ha messo a dura prova famiglie e imprese, finalmente assisteremo ad una leggera frenata. Per la prima volta, infatti, dalla fine del 2020, le tariffe per la fornitura di gas naturale ed elettricità conosceranno una diminuzione, a partire dal primo aprile, dopo gli aumenti vertiginosi degli ultimi sei mesi. Stando ai calcoli eseguiti dai tecnici dell’Arera (l’autorithy per l’energia) e che saranno comunicati la settimana prossima, si tratterebbe di una diminuzione per i consumatori di qualche punto percentuale rispetto al trimestre precedente.

Dopo l’impennata registrata lo scorso 28 febbraio, quando il gas naturale aveva sfiorato i 200 euro al megawattora sulla piazza di Amsterdam, principale mercato del gas in Europa, da allora c’è stata una leggere inclinazione fino a tornare sotto i 100 euro. Oggi, anche se ancora lontani dai 12 euro di un anno e mezzo fa, la frenata dei costi permetterà ai tecnici dell’Authority di mantenere le bollette del gas sugli stessi livelli dello scorso dicembre. Di conseguenza ci sarà una flessione anche dell’energia elettrica. Si tratta ovviamente solo di una arresto e non di una decisa inversione di tendenza. Il Governo è già intervenuto con una serie di manovre da oltre 10 miliardi per abbassare le bollette, ma potrebbero essere necessari ulteriori interventi normativi se i prezzi del gas sul mercato europeo non dovessero scendere con più decisione nei prossimi mesi.

“Stiamo andando verso un mondo dove le energie rinnovabili saranno dominanti e dove il gas e il petrolio saranno residuali. Il mercato del Ttf (mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale, ndr), secondo me, risponde sempre meno alla realtà”. Così Mario Draghi ieri, 23 marzo, in Senato. Ma dove reperire nuove risorse nel caso in cui il governo dovesse aiutare ancora le famiglie e le imprese? La risposta sembra darla sempre il premier: “Il Governo nell’ultimo consiglio dei ministri ha introdotto un’imposta sugli extraprofitti delle società energetiche, fissata al 10%. Si dice che non basta, vedremo: il provvedimento è in mano al Parlamento” Tradotto, se i partiti si assumeranno la responsabilità di alzare l’aliquota con un emendamento, il Governo potrebbe approvarlo.

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