martedì, 24 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, bombe sulle caserme. Xi: “Dialogo tra Usa Nato e Russia”. Scholz sente Putin: “Telefonata complicata”

Missili russi sulle caserme a Mykolaiv, secondo la Bbc ci sono 45 vittime. Onu: dall'inizio della guerra 1900 morti, 1.333 feriti e 6,5 milioni di sfollati sul suolo ucraino. Sotto le macerie del teatro a Mariupol ancora 1300 persone. Intanto Xi Jinping esorta Biden e la Nato al dialogo con la Russia.

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Quella che ben 23 giorni fa doveva essere una guerra lampo, breve e indolore, condotta dalle forze armate russe in terra ucraina, si è trasformata in un conflitto a fuoco lungo e incalzante che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il Paese. Mosca sta allargando le operazioni militari ed ha colpito Leopoli, quella che sembrava la zona d’asilo in cui si riversavano i civili in fuga per poi raggiungere la Polonia. Intanto continuano i bombardamenti anche a Kiev. Il sindaco della capitale ha detto che sono stati colpiti asili e scuole di ogni grado. Si è spento proprio a Kiev il primo ballerino dell’Opera Nazionale dell’Ucraina, Artem Datsishin, rimasto ferito dai raid russi. Lo ha annunciato con un accorato post su Facebook il direttore Anatoly Solovyanenko. Pioggia di missili russi anche a Mykolaiv, in cui sono state attaccate alcune caserme dell’esercito di Kiev. Secondo la Bbc per ora i morti ammonterebbero a 45. Intanto Putin è tornato a far discorsi alla Nazione, ribadendo che “Kiev si è macchiata nel Donbass di genocidio” e la sua “speciale operazione militare” serve a sradicare il germe del neonazismo. Parole spese nello stadio Luzniki di Mosca in occasione dell’anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia.

Il bilancio del conflitto ad oggi

Secondo l’Onu dall’inizio dell’attacco russo hanno perso la vita 1900 civili, a causa di armi esplosive ad ampio spettro, e i feriti ammontano a 1.333. Sale anche il numero dei profughi in cerca di speranza in Europa. L’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni stima ci siano 6,5 milioni di sfollati in tutta l’Ucraina, oltre ai 3,2 milioni di rifugiati che sono già scappati dal Paese. Il ministero degli Interni tedesco ha riferito che dal 24 febbraio, data d’inizio della guerra, sono arrivate 197.423 persone in Germania. Ma il dicastero fa sapere che il numero di chi scappa da questo sanguinoso scontro potrebbe essere di gran lunga superiore, dal momento che i cittadini ucraini possono approdare sul suolo tedesco senza visto e non ci sono controlli alle frontiere. Il commissario dei Diritti Umani del parlamento di Kiev Lyudmyla Denisova ha detto in diretta televisiva che vi sono ancora 1.300 persone nei sotterranei del teatro di Mariupol, bombardato ferocemente dalle truppe di Putin nei giorni scorsi e della cui ricostruzione l’Italia si è fatta carico, come ha fatto sapere il ministro Franceschi. Solo ieri sono state tirate fuori vive dalla coltre di macerie 130 persone e proseguono le ricerche dei superstiti. “Centinaia di persone sono ancora sotto le macerie del teatro di Mariupol“, questa la denuncia in video messaggio del presidente Zelensky. “I Russi pagheranno per i migliaia di cuori il cui battito è stato fermato da questa guerra. Nonostante i bombardamenti, nonostante tutte le difficoltà, continueremo le operazioni di soccorso”, ha promesso al suo popolo il presidente ucraino. Quasi 200 persone, di cui 150 militari e 46 civili, sono morte e circa un migliaio sono rimaste ferite in quest’ultima settimana nella regione di Donetsk. Il bilancio è stato stimato dalle autorità dell’autoproclamata repubblica separatista nell’Est dell’Ucraina.

Consigliere Zelensky: “Abbattuti 4 aerei e 2 elicotteri russi”

“Le forze aeree ucraine hanno abbattuto 4 aerei, 2 elicotteri, 3 missili da crociera e un aereo senza pilota“. Queste le parole di Oleksiy Arestovych, consigliere presidenziale ucraino nel corso di un briefing sul punto sulla situazione. “L’aeroporto di Chornobaivka nella regione di Kherson che i russi utilizzano come punto di comando e stazionamento aerei è stato di nuovo attaccato dalle forze armate”. In base ai dati preliminari sembrerebbe che “il comandante dell’armata 8 sarebbe stato ucciso”.

Tv ucraina: “Nostra giornalista nelle mani dei russi”

Il suo nome è Victoria Roshchyna, giornalista dell’emittente televisiva ucraina sul web Hromadske. “È tenuta prigioniera dei russi. Lavorava sul campo nell’est e nel sud dell’Ucraina dall’inizio della guerra, ma dal 12 marzo non riusciamo a contattarla. In base ad alcune testimonianze, in quel momento la giornalista si trovava a Berdiansk, 80 km da Mariupol, temporaneamente occupata. Il 16 marzo abbiamo appreso che il giorno prima, Victoria Roshchyna era stata arrestata dall’FSB russo. Attualmente, non sappiamo dove sia“, si legge sul profilo Twitter della tv.

Unione Europea: via libera alla “Bussola strategica”

La settimana prossima i rappresentanti dell’Unione europea approveranno la “Bussola strategica”, un piano per la difesa su scala comune dell’Europa. Questo documento, frutto di un lavoro di due anni, verrà prima discusso lunedì in una riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa e poi formalmente approvato dai capi di Stato e di Governo dell’Ue in una riunione a Bruxelles che si terrà verso il 24 marzo. “Non è un documento di risposta alla crisi ucraina, è un documento sulla prospettiva dei prossimi 5-10 anni. Ovviamente la guerra in Ucraina è la prima minaccia attuale per l’Unione ma non è l’unico. La strategia riguarda anche minacce all’interno e all’esterno, quali quelle che potrebbe arrivare dai Balcani Occidentali, dal Sahel, dal Medio ed Estremo Oriente e dall’Indopacifico”, fa sapere un alto funzionario Ue. Nel documento vi sono le raccomandazioni prodotte durante il vertice di Versailles della settimana scorsa, tra cui l’aumento della spesa per la Difesa. “L’Ucraina finora ha già chiesto armi all’Unione europea per un ammontare che supera i 500 milioni di euro stanziati e questo giustifica la proposta dell’Alto rappresentante, Josep Borrell, di stanziare una nuova tranche da 500 milioni di euro“.

Telefonata tra Xi e Biden: “Non si può arrivare allo scontro”

Un lungo colloquio in videoconferenza, durato quasi due ore, è avvenuto tra il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo americano Joe Biden. Si tratta del primo confronto tra i due leader mondiali dall’inizio del conflitto russo-ucraino. “Le relazioni tra Cina e Usa non possono arrivare alla fase dello scontro, che non è nell’interesse di nessuno. La crisi ucraina è qualcosa che non vogliamo vedere”, ha detto Xi, citato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito Comunista Cinese. “La pace e la sicurezza sono i tesori più preziosi della comunità internazionale. La situazione in Ucraina ha dimostrato ancora una volta che le nazioni non possono impegnarsi in scontri militari per risolvere le loro controversie. Tutte le parti dovrebbero sostenere congiuntamente il dialogo e il negoziato tra Russia e Ucraina e negoziare i risultati e la pace. Gli Stati Uniti e la Nato dovrebbero anche dialogare con la Russia per risolvere il nodo cruciale della crisi ucraina e risolvere i problemi di sicurezza sia della Russia che dell’Ucraina”. È evidente che il leader cinese abbia così tentato di esortare la Nato alla mediazione. Secondo l’agenzia cinese Xinhua, Xi avrebbe detto inoltre a Biden che gli Usa hanno frainteso le intenzioni della Cina in merito a questo conflitto. “L’attuale situazione nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti è direttamente dovuta al fatto che alcune persone negli Usa non hanno messo in atto l’importante consenso raggiunto da noi due. Gli Stati Uniti hanno interpretato male e giudicato male le intenzioni strategiche della Cina“.

Telefonata “complicata” tra Putin e Scholz

Secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, il colloquio telefonico di oggi tra il presidente russo Vladimir Putin ed il cancelliere tedesco Olaf Scholzdifficilmente si può definire amichevole“. Sembrerebbe che la conversazione tra i due sia stata “piuttosto complicata ma comunque professionale“. Peskov ha concluso dicendo che “c’è ancora bisogno di tali contatti, per lo scambio d’informazioni e la discussione di argomenti delicati relativi all’operazione speciale” in Ucraina.

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