mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, bombe sul teatro a Mariupol pieno di civili. Financial Times: “Bozza per accordo di pace in 15 punti” – VIDEO

Possibili accordi di pace tra Russia e Ucraina. Continuano i bombardamenti su Kiev e sparatorie tra Chernihiv e Mariupol. La Nato prende posizione contro la Russia nel caso in cui sconfinino gli attacchi, ma negano ancora la no-fly zone

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Possibili accordi di pace in 15 punti. Secondo il Financial Times, ci sarebbe la possibilità di un accordo tra Russia e Ucraina, la bozza di un patto che prevede 15 punti, tra cui il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe in cambio di una dichiarazione di neutralità da parte di Zelensky. L’accordo proposto, che i negoziatori ucraini e russi hanno discusso per la prima volta lunedì, comporterebbe la rinuncia di Kiev alle sue ambizioni di aderire alla Nato e la promessa di non ospitare basi militari o armi straniere in cambio della protezione di alleati come Stati Uniti e Regno Unito.

La situazione attuale in Ucraina

Dopo i costanti bombardamenti notturni a Kiev e in altre zone della nazione, continuano gli attacchi anche via terra che hanno coinvolto altri civili. L’Ambasciata USA nella capitale ucraina ha pubblicato su Twitter un post riguardante un’abominevole sparatoria avvenuta a Chernihiv: “Oggi le forze russe hanno sparato e ucciso 10 persone in fila per il pane a Chernihiv. Questi orribili attacchi devono finire. Stiamo considerando tutte le opzioni disponibili per assicurare la responsabilità di qualsiasi crimine atroce in Ucraina”. Secondo quanto riportato dal Consiglio comunale della città, nel pomeriggio è stato bombardato il Teatro drammatico di Mariupol, mentre centinaia di civili erano rifugiati al suo interno; non si sa ancora il numero delle vittime, né se ci sono sopravvissuti. Nel frattempo l’esercito russo ha aperto il fuoco su una colonna di automobili in marcia da Mariupol a Zaporizhzhia e, secondo quanto comunicato dal canale Ucraina24, ci sono morti e feriti. Al momento, tuttavia, più di 1.565 vetture sono arrivate a destinazione da Mariupol, 4.329 sono le persone evacuate di cui 1.033 bambini.

Secondo le stime dell’Onu, in questi 20 giorni di guerra le vittime civili ammontano a 726, di cui almeno 104 donne e 52 bambini, mentre i feriti si aggirano intorno ai 1.174. Intanto arrivano dalla commissaria Ue degli Affari Interni anche i conti delle persone che hanno lasciato l’Ucraina dall’inizio dell’invasione: “Sono 13 milioni le persone in Ucraina colpite a vario titolo dalla guerra, di queste 2 milioni sono sfollati interni”.

Per quanto riguarda invece la situazione delle strutture sanitarie, l’Oms conferma che dal 24 febbraio al 16 marzo sono 43 gli attacchi avvenuti ai danni dell’assistenza sanitaria, assalti che hanno provocato 12 morti e 32 feriti. Di queste offensive, 34 hanno colpito le strutture sanitarie, in 10 sono rimasti coinvolti professionisti del settore, 7 episodi hanno coinvolto trasporti sanitari, 7 forniture mediche, 7 hanno coinvolto pazienti e solo uno ha colpito magazzini con materiale sanitario.

La posizione della Nato

L’Ucraina è una nazione sovrana e indipendente, ha il diritto di scegliere la propria strada e rispettiamo le decisioni prese dal suo governo democraticamente eletto. Spetta a loro decidere se fare domanda per l’adesione alla Nato o meno, e poi agli Alleati esprimersi. Non spetta alla Russia porre il veto a questo processo”. Queste sono le parole con cui il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha espresso la posizione dell’Organizzazione riguardo la situazione ucraina alla fine della riunione straordinaria dei ministri della Difesa dell’Alleanza. E ha continuato: “Centinaia di migliaia di soldati sono già in stato di allerta per difendere i confini”. La Nato “non tollererà nessun attacco sul suo territorio, Mosca non deve avere dubbi su questo”.

Poi ha aggiunto: “Oggi i ministri hanno convenuto che dobbiamo continuare a fornire un supporto significativo, inclusi rifornimenti militari, aiuti finanziari e aiuti umanitari. Tutti noi rendiamo omaggio al coraggio degli ucraini e delle forze armate ucraine. Putin deve porre fine immediatamente alla guerra, ritirare le sue forze ora e impegnarsi nella diplomazia in buona fede”. Tuttavia, la Nato mantiene il punto sulla negazione della no-fly zone: “Gli alleati sono uniti, la Nato non dovrebbe schierare le sue forze sul territorio o nello spazio aereo dell’Ucraina, perché abbiamo la responsabilità di garantire che questa guerra non si intensifichi oltre l’Ucraina. Vediamo morte, distruzione e sofferenza in Ucraina, ma questo può peggiorare se la Nato interviene con un’azione che potrebbe trasformare il ‘conflitto’ in una guerra a tutti gli effetti tra Nato e Russia”.

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