martedì, 24 Maggio 2022

Caro carburante, esposto del Condacons: “Speculazioni dietro ai rincari”. Indagano le Procure. Eni taglia 5 centesimi

L'esecutivo sta valutando la possibilità di utilizzare l'extra gettito IVA sui carburanti e cioè uno sconto di 15 centesimi a litro, sia per la benzina che per il gasolio. Al vaglio nuove misure anche per contenere il caro bollette.

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Dopo l’ulteriore aumento dei prezzi del carburante, che nel giro di una settimana è arrivato a sfiorare, in tutta Italia, per il self service 2,214 euro/litro, per il diesel 2,218, la Procura della Repubblica di Roma ha deciso di aprire un fascicolo per indagare su eventuali irregolarità di questi rincari, che stanno sfinendo cittadini e lavoratori. Gli accertamenti del caso sono affidati al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma. Al momento, stando alle prime indiscrezioni, si tratterebbe di un fascicolo aperto senza indagati e senza specifiche ipotesi di reato. “L’indagine è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabili” chiariscono da piazzale Clodio in una nota ufficiale.

Esposto del Codacons

Il Codacons ha annunciato di voler presentare un esposto a ben 104 procure della Repubblica sul territorio nazionale, oltre che all’Autorità garante della concorrenza, per fare chiarezza sulle possibili speculazioni messe in atto ai danni dei consumatori e delle imprese. “In questi giorni i listini dei carburanti venduti presso i distributori sono letteralmente fuori controllo, con la benzina che in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3%” dichiara il presidente Carlo Rienzi.

Anche secondo il presidente del gruppo Tecno Giovanni Lombardi, il conflitto in atto in Ucraina non sarebbe l’unica ragione del rincaro. “Si è avuta soprattutto negli ultimi giorni un’irragionevole speculazione da parte dei gestori dei distributori di carburanti, inspiegabile anche considerando il fatto che il prezzo dei carburanti oggi in vendita è stato fissato almeno un mese fa, quando i costi erano decisamente più bassi. L’aumento dei prezzi dei carburanti genera un incremento del gettito fiscale, grazie all’applicazione dell’iva, mentre il valore delle accise, infatti, è fisso, indipendentemente dai listini dei carburanti, l’ammontare derivante dall’iva cresce in proporzione all’aumento del prezzo” afferma Lombardi.

Le proteste

Continuano dall’altra parte le proteste, l’ultima questa mattina, 15 marzo, davanti alla sede romana di Esso Italia, dove si è tenuta una manifestazione organizzata dall’Associazione di partite Iva Partitalia contro il caro carburanti. “È necessario che il governo azzeri immediatamente le accise sui carburanti necessari alle attività produttive, utilizzando l’extra-gettito che viene dall’Iva applicata ai carburanti. L’Agenzia delle Dogane deve fare un immediato controllo su tutti i depositi delle compagnie petrolifere e su tutti i contratti di acquisto del greggio, per stabilire quale rapporto reale ci sia tra gli aumenti alla pompa e quelli sul mercato internazionale influenzato dalla guerra in Ucraina” chiede con forza all’esecutivo l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, presente anch’egli alla manifestazione di Partitalia.

Governo al lavoro su extragettito

Secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, il Governo sta valutando la possibilità di utilizzare l’extragettito IVA sui carburanti di questi mesi. Misure in questa direzione, e cioè uno sconto di 15 centesimi a litro, sia per la benzina che per il gasolio, potrebbero essere assunte già in settimana. L’esecutivo è impegnato anche per arginare il caro bollette con nuovi strumenti da assumere probabilmente anch’essi già da questa settimana. Sempre da fonti vicine a Palazzo Chigi “in cantiere ci sono uno o più provvedimenti che abbiano come obiettivo la rateizzazione delle bollette energetiche e il calmieramento delle bollette energetiche per famiglie e imprese”.

Primi ribassi

Oggi, tuttavia, emergono i primi segnali di ribasso. Eni infatti ha tagliato di 5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel, anche se, stando a quanto riportato su Quotidiano energia, i prezzi continuano a salire leggermente in attesa delle misure governative. Il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self sale a 2,219 euro al litro (ieri 2,217), con i diversi marchi compresi tra 2,184 e 2,269 euro al litro (no logo 2,191). Il prezzo medio praticato del diesel self arriva a 2,225 euro al litro (ieri 2,220) con le compagnie posizionate tra 2,201 e 2,261 euro al litro (no logo 2,223).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è a 2,328 euro al litro (ieri 2,323) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 2,248 e 2,404 euro al litro (no logo 2,236). La media del diesel servito va a 2,342 euro al litro (ieri 2,333) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 2,283 e 2,405 euro al litro (no logo 2,267). I prezzi praticati del Gpl vanno da 0,883 a 0,904 euro al litro (no logo 0,877). Infine, il prezzo medio del metano auto è ancora in crescita e si posiziona tra 1,996 e 2,376 euro (no logo 2,274).

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