mercoledì, 18 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, in corso i colloqui. Kiev: “Negoziati difficili”. Mosca: “Prenderemo il controllo totale delle città”

"Il mondo non sta dando il giusto peso a questa tragedia", asserisce irato il consigliere della presidenza di Kiev. Le diplomazie occidentali si stanno dimostrando impreparate nella gestione del conflitto. Gli esponenti del Cremlino, d'altro canto, paiono arroccati sulle loro posizioni.

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È attualmente in corso, in formato video conferenza, il quarto round di negoziati tra gli esponenti diplomatici delle rispettive parti in causa. A renderlo noto, i negoziatori di Kiev, preoccupati dalle difficoltà che la comunicazione con il leader russo Vladimir Putin continua a presentare. “Le parti stanno esprimendo le loro posizioni”, affermano. “La comunicazione è difficile, ma prosegue. La ragione è legata al fatto che abbiamo sistemi politici molto diversi. L’Ucraina offre libertà di dialogo ed obbligo di consenso. La Russia sopprime la volontà della sua popolazione”. I toni, dunque, non sembrano affatto quelli di un’imminente ricucitura, e dal fronte continuano a giungere notizie scoraggianti.

I negoziati

In questo clima non aiutano le parole arrivate dal Cremlino per il tramite del portavoce, Dimitri Peskov: “Prenderemo controllo totale delle città”. L’esercito russo non esclude di prendere il “controllo totale” delle grandi città ucraine. Nelle ultime ore l’offensiva di Mosca si è concentrata su Kiev Ciò nonostante, il vicecapo dell’ufficio del presidente Zelensky, Ihor Zhovkva, ha parlato in uno spiraglio dai colloqui. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di capitolare, ora sembrano avviare negoziati costruttivi”, ha detto a Radio 4’s Today, secondo quanto riporta la Bbc, ritenendo la posizione di Mosca più costruttiva.

La conta delle vittime e i danni alla centrale di Chernobyl

Sarebbero due, secondo le fonti, le persone che avrebbero perso la vita nell’attacco allo stabilimento aeroportuale Antonov, nei pressi di Kiev, avvenuto questa mattina; 2.500 invece le vittime della sola città di Mariupol dall’inizio del conflitto. Zelensky parla di almeno 90 bambini morti, e oltre 100 feriti. Numeri in continua crescita, che sbiadiscono le tinte già fosche di negoziati che appaiono, ad oggi, poco più che convenevoli. Altri danni, per giunta, hanno interessato la centrale nucleare di Chernobyl nel corso della mattinata, con il colosso che sarebbe rimasto a corto di energia per un lungo lasso di tempo.

L’assenteismo occidentale e la distanza con Lavrov

“Il mondo non sta dando il giusto peso a questa tragedia”, asserisce irato il consigliere della presidenza di Kiev Oleksiy Arestovych. Difficile dargli torto. Le diplomazie occidentali, del resto, si stanno dimostrando impreparate nella gestione del conflitto. Le perdite civili hanno raggiunto livelli preoccupanti, e l’unico espediente messo in campo dalle democrazie, fino a questo momento, è stato l’invio di armi a supporto della difesa ucraina. Utile, al massimo, ad inasprire un dissapore già di per sé preoccupante. Gli esponenti del Cremlino, d’altro canto, paiono arroccati sulle loro posizioni. Per Lavrov, che ad ogni dichiarazione sembra più distante rispetto ad una tregua, l’Ucraina rappresenta una minaccia. Dal negoziato, per ora, non giunge alcun passo in avanti, e nessuno degli intermediari si è ancora espresso. La situazione rimane in costante aggiornamento.

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