martedì, 24 Maggio 2022

Soldi degli afghani ai morti dell’11 settembre: le vittime per Biden non sono tutte uguali

Poco prima che Putin scatenasse la guerra, il presidente americano Biden ha firmato l'ordine esecutivo che permette di destinare una metà dei beni congelati della banca afgana, 3 miliardi e mezzo di dollari, ai familiari delle vittime delle Torri Gemelle. Le conseguenze si vedranno, mentre già si contano i profughi ucraini.

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La Crisi in Ucraina ha rubato le prime pagine di Tg e giornali. Non si parla d’altro, ma questo è nella natura delle cose. I bombardamenti russi voluti da Putin vanno avanti da due settimane e i morti non si contano più. Sei mesi fa, non si parlava d’altro se non degli Stati Uniti sconfitti dai talebani. Dei timori sulla violazione dei diritti della popolazione, delle donne in particolare, dei bambini. Di una possibile crisi umanitaria che avrebbe potuto causare più vittime della guerra. Poi è calato il sipario. E sei mesi dopo la ritirata degli Stati Uniti, il popolo afghano sta patendo ciò che era abbondantemente previsto e prevedibile. Nel paese è ancora inverno. C’è la neve. E c’è ancora la fame, la carestia, la povertà. Prima della salita al potere dei talebani, la banca centrale afgana aveva depositato alla Federal Reserve di New York 7 miliardi di dollari. Il denaro, che potrebbe aiutare il paese a risollevarsi, è ancora congelato dagli Stati Uniti.

Giustamente, una legge impedisce all’America di dare beni confiscati a chi considera terroristi. Ma permette anche di utilizzarli per i propri fini? Poco prima che Putin invadesse l’Ucraina, il presidente Joe Biden ha firmato l’ordine esecutivo che permette di destinare una metà della somma, 3,5 miliardi, ai familiari delle vittime delle Torri Gemelle. L’altra metà, se i tribunali saranno d’accordo, sarà destinata agli aiuti umanitari per il paese.

Il consulente finanziario dell’ex governo afgano sostenuto dagli Stati Uniti, Torek Farhadi, ha messo in dubbio la gestione del denaro da parte delle Nazioni Unite e, addirittura, la legittimità degli ordini di Biden. “Queste riserve appartengono al popolo dell’Afghanistan, non ai talebani”, ha detto Farhadi. “La decisione di Biden è parziale e non è in linea con il diritto internazionale. Nessun altro paese al mondo prende tali decisioni in merito alla confisca delle riserve di un altro paese”.

Perché è un intero popolo a dover pagare le conseguenze dei fatti accaduti l’11 settembre? I giovani afgani che ora muoiono di fame e di freddo non erano nemmeno ancora nati nel 2001. Tra l’altro, le famiglie delle vittime dell’11 settembre hanno già ricevuto sette miliardi di dollari, e altri dieci devono ancora essere versati. Qualcuno si è chiesto, invece, a quanto ammontano, le cifre versate per risarcire i familiari delle vittime civili afgane causate dagli Stati Uniti in 20 anni di guerra? È arrivato il momento di farlo.

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