domenica, 29 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Zelensky apre: “Possibile compromesso per Crimea e Donbass”

Ieri sera Zelensky ha tuonato: "Questa guerra non finirà così. Scatenerà un conflitto mondiale". In mattinata, però, ha parlato di un possibile compromesso per quanto riguarda la gestione della situazione in Crimea e Donbass, escludendo però un eventuale ultimatum russo. 

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Ennesima notte di bombardamenti nei cieli ucraini. La 13esima dall’inizio del conflitto. A rimetterci la vita, questa volta, oltre a due generali dell’esercito russo e a diversi civili, sono stati alcuni bambini della città di Sumy, situata a nord-est della nazione. Da Mosca, intanto, è arrivato il cessate il fuoco che consente l’evacuazione della popolazione. Ieri sera, Zelensky ha tuonato: “Questa guerra non finirà così. Scatenerà un conflitto mondiale”. In mattinata, però, ha parlato di un possibile compromesso per quanto riguarda la gestione della situazione in Crimea e Donbass, escludendo un eventuale ultimatum russo.

“Possiamo discutere e trovare un compromesso su come continuare a vivere, ma non accetteremo un ultimatum da parte del Cremlino”, ha detto il presidente. “Se parliamo di territori temporaneamente occupati e repubbliche non riconosciute da nessuno, possiamo confrontarci e raggiungere un accordo. Per me è importante sapere come vivrà in questi luoghi la gente che si sente parte dell’Ucraina. La questione è troppo complessa per essere risolta con un ultimatum. Non siamo pronti. Intanto, però, è necessario che Putin cominci a dialogare”.

Prosegue, nel frattempo, l’esodo di civili che fuggono dai territori bombardati. Le ferrovie ucraine, secondo i dati, hanno trasportato fino a questo momento quasi due milioni di persone verso l’ovest della nazione, e circa 108mila persone hanno utilizzato il trasporto ferroviario per abbandonare il Paese. Si intensifica, inoltre, il gelo tra Russia e Stati Uniti. Secondo il Centro di controllo della difesa nazionale russa, l’esercito ha iniziato a seguire le navi da guerra statunitensi che sono entrate nel Mar Baltico. Il ministro degli esteri cinese, infine, ha chiesto agli Usa di spiegare la presenza di alcuni biolaboratori del Pentagono sul suolo ucraino, e di pubblicare tutte le informazioni in merito ai virus prodotti in tali impianti.

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