domenica, 22 Maggio 2022

Auto rivendute senza versare l’iva, maxi frode da 100 milioni di euro: denunciate 45 persone e 21 società – VIDEO

Acquistavano ad un prezzo stracciato le autovetture da un gruppo delinquenziale di Roma per poi rivenderle. Oltre 6mila macchine vendute.

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Scoperta maxi frode dalla Guardia di Finanza di Lucca. Una lunga indagine ha portato ad individuare e deferire alle Autorità Giudiziarie ben 45 persone fisiche e 21 società perché coinvolte, a vario titolo, in un losco giro d’affari di evasione d’imposta stimato oltre 100 milioni di euro derivati dalla vendita di 6mila autoveicoli.

Le indagini sono state avviate dopo una verifica fiscale nei confronti di una concessionaria multimarca della Versilia. È emerso che la società acquistava le auto ad un prezzo molto più basso rispetto al prezzo di mercato, si riforniva sempre dagli stessi soggetti che però non versavano nulla allo Stato, ovvero da società prive di dichiarazioni fiscali o da privati “prestanome” nullatenenti. Da ulteriori controlli è emerso uno scenario molto più ampio dalle intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Infatti, il salone versiliese tramite altre società si riforniva da veri e propri gruppi di delinquenza che operano su Roma e provincia.

Altre ricerche condotte dalla Procura della Repubblica di Roma hanno appurato che questi gruppi avevano un modus operandi impeccabile: acquistavano a loro volta delle auto da delle concessionarie ufficiali, presentavano delle false dichiarazioni d’intento dove dichiaravano di essere degli esportatori abituali, così facendo potevano beneficiare dell’esenzione al pagamento dell’IVA. Il piano ideato è stato scoperto proprio grazie alla ricostruzione del flusso di denaro circolato dalla presentazione delle varie dichiarazioni false perché in realtà le auto non venivano esportate all’estero, ma rivendute, attraverso delle società ad hoc, a concessionari multimarca sparsi su tutto il territorio.

La truffa aveva un duplice obiettivo: evadere il pagamento dell’IVA e vendere a prezzi stracciati, ma facevano gola sul mercato, le autovetture a tutti coloro che erano soliti usufruire dei “servizi” del gruppo di delinquenti. Concluse le indagini, i capi d’accusa per cui sono stati denunciati sono i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, falso, omessa dichiarazione, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

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