mercoledì, 25 Maggio 2022

Roma, lascia ristorante e famiglia per tornare in Ucraina: “L’ho fatto per i miei figli e per difendere il mio Paese”

Il 38enne ha deciso di arruolarsi nell'esercito ucraino per dare la possibilità ai tre figli, ora minorenni, di tornare in Ucraina se lo vorranno.

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“È stancante, ma ho scelto di essere qui soprattutto per i miei figli. Hanno sei, otto e dieci anni. Voglio lavorare e combattere per dare loro l’opportunità di scegliere. Sono nati a Roma, studiano e fanno sport, ma sono pur sempre ucraini”. Il 38enne Volodymyr Borovyk ha spiegato così la sua scelta. È partito per Roma nel 2004, dove ha messo su famiglia e dove gestisce un’attività di ristorazione con un socio, portando i piatti della tradizione ucraina. L’uomo dirige anche il Caf della zona ed è un punto di riferimento per la comunità nella Capitale. Due giorni prima che Putin sferrasse l’attacco al suo Paese, portandolo di fatto in guerra, non è rimasto a guardare ed è tornato in patria per combattere. Uno dei tanti.

“Quando il presidente degli Stati Uniti Biden ha parlato di un attacco imminente della Russia, spostando l’ambasciata americana prima a Leopoli e poi in Polonia, non ci ho pensato due volte” ha commentato il 38enne. All’inizio non pensava di combattere in Ucraina, ma solo di dare una mano. Poi la situazione è degenerata in maniera improvvisa e inaspettata. Secondo il ristoratore, cinque ore prima dell’attacco che avrebbe fatto scoppiare la crisi ucraina a Kiev stavano presentando un film.

Dopo l’attacco, ha scelto prima di allontanarsi in auto con un amico, 23 ore per percorrere quei 400 chilometri che lo separavano da Leopoli, poi ha raggiunto Chernivtsi, la sua città natale, e ha deciso di arruolarsi. Ora opera per le questioni burocratiche, ma è pronto a prendere le armi. “Ci sono tanti ucraini che vivono in Italia che sono venuti qui, come me, a difendere il nostro Paese. È casa nostra. È una opportunità”.

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