sabato, 28 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, russi prendono Kherson. Bombe sulle scuole a Kharkiv. Un milione di profughi. Schizza il petrolio – VIDEO

Sale ancora di livello la massiccia offensiva russa, colpite tre scuole a Kharkiv, un membro della missione di monitoraggio dell'Osce ha perso la vita mentre portava aiuti umanitari. Caduta nelle mani degli invasori la città di Kherson. Imprenditore russo offre 1 milione di dollari per Putin, vivo o morto.

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Ancora una notte di pesanti bombardamenti sull’Ucraina, l’invasione russa voluta da Putin non conosce tregua, anzi si intensifica ulteriormente in vista del secondo giorno di negoziati “di pace”, qualunque sia il concetto nella testa degli invasori, pace che evidentemente passa dalle armi, dai morti e dalla distruzione.

Notte di bombardamenti

I bombardamenti su Kharkiv, violentemente e pesantemente colpita per tutta la giornata di ieri, sono proseguiti anche durante la notte e hanno colpito almeno tre scuole e la cattedrale dell’Assunzione della città. La notizia è arrivata nel cuore della notte italiana, riportata in un tweet dal Kyiv Independent. Nei bombardamenti di ieri ha perso la vita Maryna Fenina, ucraina di 45 anni, membro della missione di monitoraggio dell’Osce. Fenina è morta mentre portava degli aiuti alla sua famiglia “in una città che è diventata una zona di guerra”. The Kyiv Independent riferisce anche di gravi danni inflitti anche a Okhtyrka, città di 48.794 abitanti dell’Ucraina nord-orientale, dove decine di edifici residenziali sono stati distrutti. Intanto si cercano di contare morti e feriti, un computo sempre più difficile tra conferme, smentite e propaganda da una parte e dall’altra.

Caduta la città di Kherson

Kherson, città di 300mila abitanti, è caduta nelle mani dei russi. La pressa da parte degli invasori era data come cosa fatta già nella mattina di ieri, ma era stata smentita dal sindaco, Igor Kolykhaev. Situata a ovest del fiume Dnepr e distante appena 200 chilometri da Odesa, era stata circondata, con la presa dell’aeroporto, del porto e della stazione ferroviaria. Le truppe russe potrebbero adesso avanzare verso Kiev lungo le sponde del Mar Nero.

La conta di morti e feriti, 1 milione di profughi

Nei primi cinque giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, rende noto l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, sono stati uccisi 227 civili e altri 525 civili sono rimasti feriti in tutto il Paese. Lo riporta la Bbc. La stessa organizzazione non si fa troppe illusioni e ritiene che il bilancio reale delle vittime sia “notevolmente più alto”.

Altrettanto difficile è la conta dei profughi, l’alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, ha parlato di un milione di persone fuggito dall’Ucraina da quando la Russia ha invaso il Paese: “In soli sette giorni abbiamo assistito all’esodo di un milione di profughi dall’Ucraina verso i paesi vicini. Per molti altri milioni di persone, all’interno dell’Ucraina, è tempo che le armi tacciano, in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria vitale”, scrive su Twitter.

Taglia da 1 milione di dollari su Putin

L’imprenditore russo residente negli Stati Uniti, Alex Konanykhin, ha messo una taglia da un milione di dollari sulla testa di Vladimir Putin: “Prometto di ricompensare con un milione di dollari gli ufficiali che, nell’adempimento del loro dovere costituzionale, arresteranno Putin come criminale di guerra in base al diritto russo e internazionale” ha scritto su facebook. Putin è ricercato “vivo o morto per omicidio di massa”.

“Come cittadino russo di etnia russa vedo come mio dovere morale facilitare la denazificazione della Russia. Continuerò la mia assistenza all’Ucraina nei suoi sforzi eroici per resistere all’assalto dell’Orda di Putin” ha aggiunto nel post. Konanykhin, attivo in Russia dagli anno ’90 nel ramo finanziario e immobiliare, è a capo di un gruppo da 300 milioni di dollari. Trasferitosi negli Stati Uniti, è stato arrestato nel 1996 per violazioni in merito al visto. Dopo diverse vicende giudiziarie piuttosto intricate, ha ottenuto asilo politico nel 2007.

Schizza il prezzo del petrolio

Il prezzo petrolio continua a salire sulle piazze delle borse asiatiche, il Brent è arrivato a quota 116,46, ma dopo essere salito fino a 116,83 dollari al barile, quotazione massima da agosto 2013, il Wti si è portato a 113,31 con un rialzo di oltre 2 dollari, ai massimi degli ultimi 11 anni. La corsa del greggio paga le sanzioni sulla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Nonostante da più parti sia arrivata la richiesta di sforzi maggiori, l’Opec ha deciso di tenere il rialzo giornaliero della produzione fermo a 400mila barili.

 

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