mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, cambia il calcio: dallo stop del campionato alla Champions League

La guerra tra Russia e Ucraina porta delle conseguenze anche nel calcio: mentre De Zerbi è bloccato in albergo a Kiev, la sede della finale di Champions potrà essere spostata. Il campionato ucraino è stato sospeso.

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Nella notte del 24 febbraio ha avuto, per certi versi “ufficialmente”, inizio la guerra tra Russia e Ucraina con l’operazione militare speciale annunciata da Vladimir Putin. Seppure sia tutto meno che il problema principale, questi scontri stanno già portando inevitabilmente ai primi cambiamenti nel mondo dello sport e del calcio. La Prem”jer-lіha, il maggiore campionato ucraino, è stata momentaneamente sospesa per l’impossibilità di giocare le partite in programma. Roberto De Zerbi, l’allenatore italiano ex Sassuolo ed ora alla guida dello Shakhtar Donetsk, capolista del campionato, è attualmente bloccato in albergo a Kiev con il suo staff composto da altri otto italiani: “L’ambasciata ci aveva detto di andare via, ma non potevo lasciare sola la mia squadra. Io sono un uomo di sport”, ha dichiarato il tecnico.

L’allenatore ha poi raccontato quello che è successo nelle ultime ore nella Nazione assediata dai russi: “Me ne sto in camera, è una brutta giornata. Ho aspettato a lungo che la federazione sospendesse il campionato, fin da quando è successo quel che é successo col Donbass. Però non mi sono mosso, perché io sono qui per fare sport e non potevo girare le spalle al campionato, ai tifosi che ci seguono. Ho tredici ragazzi brasiliani, il mio staff… Potevamo tornare a casa almeno fino a quando non ci fosse stata sicurezza: no, abbiamo aspettato, stanotte ci hanno svegliato le esplosioni“.

De Zerbi ci tiene a sottolineare a Sportitalia che: “Non vogliamo fare gli eroi perché gli eroi non esistono, ma il nostro lavoro ci mette di fronte a delle responsabilità. Io sabato dovevo giocare una partita e quindi, ripeto, non potevo scappare via. Difficile spiegarlo ai nostri cari, a chi ci vuole bene, ai figli che ci messaggiano per dirci di tornare. Stamattina hanno sospeso il campionato e ora la nostra presenza diventa superflua. A questo punto confidiamo che l’ambasciata e il governo ci aiutino a tornare. Sono fiducioso. Tornassi indietro rifarei la stessa scelta”, conclude l’allenatore dello Shakhtar.

Lo stop del campionato ucraino non è l’unica novità emersa a seguito dello scoppio della guerra: mentre lo Schalke04 ha rimosso lo sponsor russo di “Gazprom” dalle proprie divise, la Polonia ha in programma la partita contro la Russia che dovrebbe essere giocata a Mosca il prossimo 24 marzo, valida per i playoff della qualificazione ai Mondiali in Qatar. Già nella giornata di ieri, la Federazione polacca aveva chiesto chiarimenti sulla fattibilità di questa trasferta, in quanto loro priorità è la sicurezza dei calciatori e dello staff, ma ad ora la Capitale russa non viene considerata una zona a rischio e quindi la partita dovrebbe giocarsi regolarmente a Mosca. La Federazione polacca ci ha tenuto a sottolineare che questa problematica non appartiene unicamente a loro, ma anche, ad esempio, alla Svezia nel caso in cui dovesse affrontare la Russia a Mosca in un’eventuale finale dei playoff.

Un’altra novità di notevole importanza sarebbe lo spostamento della sede della finale della UEFA Champions League, per questa stagione in programma il 28 maggio proprio in Russia, alla Gazprom Arena di San Pietroburgo, casa dello Zenit. Dopo il problema fatto emergere dal premier britannico Boris Johnson, che ha ritenuto “inconcepibile” la possibilità di ospitare un evento sportivo di tali dimensioni in Russia, e la richiesta di alcuni europarlamentari di far spostare la sede della finale, il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, ha convocato un esecutivo straordinario alle ore 10:00 di questo venerdì.

Nella probabile circostanza in cui la finale non dovesse più giocarsi a San Pietroburgo, non avverrebbe una nuova assegnazione, lasciando la sede sub iudice, ovvero sia con la scelta nelle mani di un giudice. In ogni caso, una delle sedi più ambite sarebbe il Wembley Stadium di Londra, dove l’Italia ha alzato il trofeo di Euro2020 lo scorso 11 luglio. I match di Europa League e Conference League, fa sapere l’UEFA, verranno regolarmente giocati, compreso quello dello Zenit San Pietroburgo.

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