sabato, 28 Maggio 2022

Dalla cella d’isolamento alla quarantena domiciliare, odissea di un positivo il giorno della scarcerazione

L'Ufficio del magistrato ha disposto la quarantena domiciliare. L'uomo ha lasciato il carcere dalla cella di isolamento dove era finito perché risultato positivo il giorno della scarcerazione.

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Cambiano le regole sul trattamento dei positivi al Covid, visto che la pandemia sembra aver raggiunto una fase di rallentamento, e questo ha permesso al 60enne, detenuto presso la casa circondariale della Dozza e risultato positivo al tampone il giorno della liberazione, di poter finalmente uscire dal carcere. L’ufficio di Sorveglianza di Bologna, proprio alla luce dei continui mutamenti che le norme anti-Covid stanno subendo, ha ritenuto opportuno lasciare all’amministrazione sanitaria le decisioni riguardanti l’indirizzo in cui effettuare l’isolamento, anche per i detenuti.

Il caso del 60enne risale all’11 febbraio scorso quando, dopo aver ottenuto la libertà per svolgere un’attività lavorativa in prova presso i servizi sociali, era risultato positivo al Coronavirus ed era stato costretto a restare in carcere fino alla guarigione. Tale provvedimento è stato modificato dal magistrato Denise Minotti a seguito di un’istanza dell’avvocato difensore, Piero Gennari, che aveva chiesto una soluzione alternativa che permettesse al suo assistito di uscire dall’istituto. Il giudice ha quindi valutato che, visto l’andamento pandemico, saranno le Asl a decidere, in base alle circostanze di natura sanitaria, dove un detenuto positivo che abbia ottenuto la liberazione debba vivere l’isolamento.

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