mercoledì, 18 Maggio 2022

Roma, professoressa contro allieva vestita “da prostituta”: scolaresca in rivolta

Nel liceo Righi di Roma una docente avrebbe offeso una studentessa per il suo dress-code. Tutti gli alunni hanno deciso che domani andranno a scuola in gonna e pantaloncini per rompere etichette e pregiudizi.

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Ma stai sulla Salaria?” Così una docente si sarebbe rivolta ieri, 14 febbraio, a Rebecca, studentessa di 16 anni, solo perché contrariata dalla sua maglietta troppo corta che lasciava scoperta una striscia di pancia. È accaduto a Roma nel liceo scientifico Righi, il migliore della capitale secondo la classifica Eduscopio della Fondazione Agnelli. Ancora bufere travolgono il mondo della scuola; da una parte dello stivale, nel liceo Valentini-Majorana di Cosenza vi è un professore accusato di molestie da diverse studentesse ed ex studentesse, mentre in terra romana sembrerebbe che una professoressa abbia sfoderato un forse eccessivo offensivo bigottismo nei confronti di un’adolescente, a causa di un indecoroso abbigliamento. Due accuse diversissime, ma che finiscono per produrre la stessa umiliazione e lo stesso senso di vergogna nella psiche dei più giovani.

I compagni di classe della ragazza hanno dichiarato di averla costretta a parlare della vicenda con la preside. “Stava solo facendo un Tik tok durante un’ora di buco e le si è solo scoperta un po’ la pancia. Sei una docente, in più donna, sai che certe cose fanno male”, queste le parole di uno degli studenti. Tutti gli alunni hanno deciso che domani, 16 febbraio, andranno a scuola in gonna e pantaloncini per rompere etichette e pregiudizi, mostrando solidarietà alla loro amica.

La vicenda raccontata dai ragazzi

Stando a quanto hanno raccontato i compagni di classe a Repubblica, la professoressa, in veste di supplente, sarebbe entrata in aula verso le 9:30, per coprire un’ora di buco. I ragazzi si sono fatti trovare in piedi, tra chiacchiere e balletti improvvisati. A quel punto qualcuno ha acceso la musica ad alto volume e la 16enne si è messa a ballare con un suo compagno. “In quel momento mi si è alzata la maglietta e sono rimasta con la pancia scoperta”, ha dichiarato la ragazza. In quell’esatto istante la docente ha notato l’accaduto ed indispettita da quel dress-code, secondo lei indecoroso, avrebbe iniziato a rimproverare la giovane, finendo per umiliarla. “Mi ha dato della prostituta, umiliandomi davanti a tutti. Ha detto che mercificavo il mio corpo. Ha minacciato di mettermi una nota e di farmi sospendere perché non stato rispettando il dress-code della scuola”, queste le dure accuse di Rebecca a Repubblica.

Le reazioni della preside

La dirigente Cinzia Giacomobono oggi all’Ansa ha fatto sapere che “le parole sono state fuori luogo, non le giustifico ma non credo che la professoressa abbia voluto intenzionalmente offenderla. Ho detto alla ragazza che se la docente ha sbagliato chiederà scusa. Ma non è una questione di dress code. È stata più una questione legata ad un video messo in rete, tra le altre cose la professoressa in questione si occupa proprio di cyber bullismo. Sono certa che la docente non volesse essere così offensiva e che sia scivolata in una frase infelice“.

La preside solo ieri aveva dichiarato di non avere alcuna intenzione di tirarsi indietro sull’accaduto e di voler andare a fondo. “Non so per quale motivo la professoressa le abbia detto una cosa simile: al di là dell’errore degli studenti che si rilassano un po’ troppo in classe, frasi del genere non devono essere dette. Non sta né in cielo, né in terra addossare delle etichette a una studentessa. Va bene l’intervento educativo, ma coi dovuti modi”. La dirigente aveva dimostrato di credere alla ragazza, prima di ascoltare l’altra campana.

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