venerdì, 20 Maggio 2022

Il 15 febbraio torna in libreria “Quattro” di Luca Farru: l’ultimo volume dell’avvincente trilogia

In uscita il 15 febbraio l’ultimo volume della trilogia “Quattro” di Luca Farru, non sarà forse del tutto un addio.

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Luca Farru prima autore in self, poi scrittore su Wattpad e sin da subito vede riscuotere il successo che meritano le sue opere, ma questo non basta all’autore e decide di crederci. Invia il manoscritto a diverse case editrici ed ecco la possibilità di pubblicare la Sperling & Kupfer il suo primo libro “Quattro: il risveglio” esce nel 2018, nel 2021 ecco che ritorna con una penna più matura sugli scaffali delle librerie con il secondo volume “Quattro: la ricerca” e tra qualche giorno tutto si concluderà con l’ultimo e attesissimo volume “Quattro: Il sigillo infernale”. 
Parlando della grande occasione avuta di pubblicare con una famosa casa editrice, Luca non perde di certo la sua umiltà, riconoscendo di essere “privilegiato”: “Ho provato sulla mia pelle quanto possa essere difficile pubblicare un fantasy italiano in Italia, quindi credo che Sperling abbia avuto grande coraggio e abbia riposto in me tanta fiducia. L’Italia ha ancora troppi pregiudizi nei confronti degli autori nazionali, soprattutto nel fantasy dove siamo totalmente dipendenti dall’estero”.
Abbiamo voluto parlare con Luca, per conoscere le sue emozioni a a qualche giorno dall’uscita di “Quattro: Il sigillo infernale”, si è mostrato molto emozionato a riguardo: “Riuscire a pubblicare la saga intera, senza interruzioni, è una forte emozione e un grande orgoglio”.
Tutti i lettori vogliono conoscere meglio la storia dietro ai suoi personaggi, come ha fatto a scrivere una storia così avvincente, se è nata una notte o è un lavoro durato diversi anni; a questa domanda ci ha risposto l’autore stesso: “L’idea è sempre stata nella mia testa, ma originariamente non aveva una forma precisa. Erano perlopiù dei flash sconnessi su scene, personaggi, ambientazioni. Una sera – mentre ero sul balcone a fumare – tutti questi frammenti si sono assemblati e mi sono ritrovato con tutta la storia in mente”.
Nei suoi lavori non è solo la nota fantastica ad ammaliare i lettori, ma sono i personaggi, che sembrano prendere forma da quelle pagine d’inchiostro. Molti lettori, infatti, li hanno definiti “ipnotici”, altri ancora “veri”. Così abbiamo chiesto all’autore quanto ci fosse di lui nei personaggi che ha creato e se ha un pupillo. Luca ci ha confessato che “in quasi tutti i personaggi” c’è qualcosa di lui.
“Da lettore, non amo quei libri dove non riesco a empatizzare con i personaggi, dove mi sembrano finti. Ecco, in Quattro ho tentato di dare a loro un qualcosa di mio, così che risultassero più credibili. Sono affezionato a tutti, ma forse posso ammettere di avere un debole per Kevin. Trovo che sia un personaggio molto complesso e non di immediata comprensione”.
Tra il primo e il secondo volume si vede una certa consapevolezza nella scrittura, che nel primo a tratti era altalenante e ancora un po’ acerba, nel secondo volume invece sboccia come un fiore a primavera, concedendo al lettore una visione più chiara delle ambientazioni e soprattutto dello stato d’animo dei personaggi.
Seppur le descrizioni, spesso vengono sormontate da un ritmo incalzante della storia, Luca ha visitato tutti i luoghi descritti, da Singapore a Vancouver, tranne ovviamente, quelli fantastici.
Ma quello che ha trasmesso nel suo libro, mostrandoci ogni personaggio nel suo “habitat”, non è solo una descrizione fine a se stessa; ma si possono scorgere le sensazioni ed emozioni vissute dall’autore assorbite dal personaggio.
All’interno dei libri si trovano diversi personaggi che fanno parte della comunità LGBTQ+, una scelta molto coraggiosa da fare nel 2018 e che si discosta completamente dagli stereotipi di genere. “Perché per me l’amore è tutto. Un libro senza un pizzico di romance non sarebbe completo. Mi sembrava bello poter dare voce a diversi tipi di amore, alcuni più tradizionali e altri, invece, più particolari, dove sarebbe stato necessario porsi delle domande e sfidare alcuni pregiudizi. In merito alla tematica LGBT, mi piaceva l’idea di poter raccontare di un amore arcobaleno che di fatto non ha nulla di diverso dagli altri. Spero di essere riuscito a trasmettere le stesse emozioni che si leggono quando la coppia è eterosessuale”.
E posso dire, dal mio canto, che c’è riuscito. Molti fan della saga hanno confermato di aver amato molto di più l’amore sbocciato tra Cody e David e non altre.
Luca è di certo un grande lettore, prima ancora di essere un grande scrittore, dunque, la domanda di una possibile contaminazione dovuta alle sue letture era d’obbligo. Un lettore attento e che ha nel sangue la lettura del genere fantasy potrebbe rendersene conto a primo sguardo di un riferimento alla saga di Shadowhunters o ad altre grandi saghe. Lui non lo nega, anzi: “Sarei ipocrita a dire di no. Credo che ogni scrittore dovrebbe essere innazitutto un lettore onnivoro e se lo sei è impossibile non subire – anche lievemente – l’influenza di altri autori e altre opere, soprattutto quelle che ti restano nel cuore. Quindi sì, avrò sicuramente subito delle influenze, ma credo che il mio stile sia ben distinguibile e le idee creative sono tutte frutto della mia creatività”.
Ormai manca poco all’uscita del suo ultimo romanzo, lui stesso li ha definiti “figli”, è di certo dura lasciarli andare, sapere che non ci saranno altre storie, altri intrighi, ma il “mai dire mai” di Luca, lascia di certo uno spiraglio di speranza nel cuore dei fan.

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