sabato, 21 Maggio 2022

Giorno del Ricordo, Mattarella: “Queste memorie siano monito e responsabilità per il futuro”

La celebrazione è iniziata questa mattina con la deposizione di alcune corone sulla Foiba n.149 di Monrupino. Dopodiché, le autorità si sono trasferite a Basovizza per la cerimonia di commemorazione al Sacrario della Foiba.

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La celebrazione è iniziata questa mattina, intorno alle 9:30, con la deposizione di alcune corone sulla Foiba n.149 di Monrupino. Dopodiché, le autorità si sono trasferite poco lontano, a Basovizza, sempre sul Carso, per la cerimonia di commemorazione al Sacrario della Foiba. Presso il Monumento Nazionale sono arrivati, oltre alle autorità locali, i rappresentanti del Comitato per i Martiri delle Foibe e delle Associazioni con schieramento di labari, medaglieri e gonfaloni.

“Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà nei confronti dei familiari e dei discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe – ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella -, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda Guerra Mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo”.

Nel corso della cerimonia, oltre al presidente Mattarella, sono intervenuti l’Arcivescovo di Trieste Mons. Giampaolo Crepaldi, il presidente della Lega Nazionale di Trieste Paolo Sardos Albertini, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il Governatore Fvg Massimiliano Fedriga. Nel pomeriggio, poi, si svolge al Senato un’altra cerimonia, con il presidente Mattarella, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. Chiude la celebrazione il premier Mario Draghi.

“Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli istriani, dei dalmati e degli altri italiani che avevano radici in quelle terre, così ricche di cultura e storia, e così macchiate di sangue innocente, è un impegno di civiltà – ha aggiunto Mattarella. I sopravvissuti e gli esuli, insieme alle loro famiglie, hanno tardato a vedere riconosciuta la verità delle loro sofferenze. Una ferita che si è aggiunta alle altre. La sciagurata guerra voluta dal fascismo e l’occupazione nazista furono seguite, per questi italiani, da ostilità, repressione, terrore, esecuzioni sommarie, aggravando l’orribile succedersi di crimini contro l’umanità di cui è testimone il Novecento. Crimini che le genti e le terre del confine orientale hanno vissuto con drammatica intensità, generando scie di risentimento e incomprensione che a lungo hanno segnato le relazioni tra popoli vicini. L’Europa nata dalla pace e il dialogo ravvivato dall’affermazione delle democrazie hanno aperto e sviluppato una strada nuova. Queste memorie hanno guadagnato rispetto, dignità, ascolto. Sono storia vissuta, monito e responsabilità per il futuro. Il ricordo, anche il più doloroso, anche quello che trae origine dal male, può diventare seme di pace e di crescita civile. Questo è l’impegno di cui, negli ultimi anni, il nostro Paese si è reso protagonista insieme alla Slovenia e alla Croazia per fare delle zone di confine una terra di incontro e di prosperità, di collaborazione e di speranza. La scelta di Gorizia e Nova Gorica, che saranno congiuntamente Capitale della Cultura europea 2025, dimostra quanto importante sia per l’intera Unione che la memoria delle oppressioni disumane del passato sia divenuta ora strada dell’amicizia, della comprensione, del primato della dignità delle persone, nel rispetto delle diversità e dei diritti”.

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