sabato, 28 Maggio 2022

Giorno del Ricordo, le celebrazioni al Senato. Draghi: “Inaccettabili tesi negazioniste”

Per il Giorno del Ricordo si è conclusa la celebrazione in Senato. Si accendono le polemiche per una circolare del Ministero dell'Istruzione che paragona le Foibe alla Shoah. Ulteriori polemiche si sono scatenate a seguito di fatti relativi alla giornata del ricordo in tutta Italia.

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Giorno del Ricordo: si sono appena concluse le celebrazioni di oggi pomeriggio nell’aula del Senato. Alla cerimonia era presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che proprio questa mattina aveva dato il via al ricordo delle vittime deponendo una corona di fiori. Durante l’evento al Senato, hanno parlato le più alte cariche dello Stato. In particolare, ci sono stati gli interventi dei presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ha voluto ricordare la tragedia.

“Il Giorno del Ricordo ci impone di fermarci e riflettere sulle terribili sofferenze vissute dagli Italiani nell’Alto Adriatico intorno alla fine della Seconda Guerra Mondiale”, spiega Mario Draghi nel discorso di apertura. “(…) inaccettabili sono le tesi negazioniste: in nessun caso possono infatti ritenersi ammissibili motivazioni o compromessi ideologici volti a legittimare la violazione della dignità dell’uomo o a ridimensionare le gravi responsabilità storiche”. È il commento di Roberto Fico.

“Un appuntamento che, anche quest’anno, ci riunisce nella solennità del Parlamento, cuore della democrazia, per riflettere su una delle più grandi tragedie del Novecento e per proseguire il comune cammino contro ogni forma di oblio”. È la dichiarazione di Maria Elisabetta Alberti Casellati. Tra le proposte che si avanzano oggi per il Giorno del Ricordo c’è quella di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia chiede che venga revocata la medaglia d’oro a Tito, il dittatore che causò la tragedia delle Foibe, su Twitter.

La circolare choc del Ministero dell’Istruzione e le altre polemiche

Proprio oggi una circolare del Ministero dell’Istruzione avrebbe accostato la tragedia delle Foibe a quella della Shoah. Nel documento inviato alle scuole italiane ci sarebbe scritto: “Italiani categoria umana da nullificare, come ebrei”. La circolare sarebbe stata inviata da Stefano Versari, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione.

Sono scattate subito le polemiche. Una risposta immediata è arrivata anche dal presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani ANPI Gianfranco Pagliarulo. Su Facebook, il presidente avrebbe chiesto spiegazioni al Ministro, che non sono tardate ad arrivare.

“Ogni dramma ha la sua unicità, va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore”. È il commento del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Dopo questa dichiarazione, il ministro ha contattato per telefono lo stesso Pagliarulo e la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, prima di recarsi alle celebrazioni in Senato.

Altra polemica parte da un convegno che si è tenuto all’Università di Siena. Il titolo dell’incontro è “Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo”. Lo scorso 8 febbraio alcuni senatori della Lega avevano chiesto spiegazioni al ministro dell’Università Cristina Messa. Il prossimo sabato, invece, a Firenze ci sarà un presidio per le vittime delle Foibe.

Purtroppo, però, l’evento ha la promozione anche di Casaggì Destra Identitaria e Gioventù nazionale. Così la Rete Democratica Fiorentina ha chiesto al sindaco e al questore di non autorizzare la manifestazione. Infine, il sindaco di Udine Pietro Fontanini ha denunciato un atto vandalico contro una vittima delle Foibe.

Infatti, la città voleva dedicare un piazzale alla vittima Norma Cossetto, morta nel 1943 a 23 anni proprio nel periodo delle Foibe. L’insegna e il palo che la sorreggeva sono stati abbattuti da ignoti due giorni prima dell’intitolazione.

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