sabato, 28 Maggio 2022

Canada, camionisti no vax bloccano i commerci: Ford e Toyota chiudono le fabbriche

Ford e Toyota chiudono temporaneamente le loro fabbriche in Canada, perché le manifestazioni dei camionisti no vax paralizzano l'arrivo dei componenti in sede. Le proteste stanno mandano letteralmente in tilt l'intero sistema economico, arrivando a bloccare ormai da lunedì l'Ambassador Bridge.

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Ford e Toyota, le più note aziende automobilistiche a livello mondiale, hanno annunciato la temporanea chiusura delle loro fabbriche in Canada, in quanto le manifestazioni dei camionisti no vax stanno paralizzando da giorni l’arrivo dei componenti in sede. Le proteste degli autotrasportatori canadesi non accennano a fermarsi e stanno mandano letteralmente in tilt l’intero sistema economico, arrivando a bloccare ormai da lunedì l’Ambassador Bridge, il nevralgico valico di confine tra il paese e gli Stati Uniti in cui passa quotidianamente circa un quarto degli scambi commerciali. L’arresto dei commerci, e di conseguenza del lavoro, costerà circa 300 milioni di dollari al giorno alla nazione.

Le cruciali interruzioni stradali sulle frontiere non hanno coinvolto solo i due colossi delle auto. Anche il gruppo Stellantis, che guida la casa Fiat Chrysler, ha dichiarato che vi sono forti ritardi produttivi nella fabbrica in Ontario proprio a causa della mancanza di pezzi. Così come la General Motors ha risentito della stessa mancanza di parti d’assemblaggio, tanto da esser costretta a cancellare il secondo turno giornaliero nello stabilimento adibito alla costruzione di SUV di medie dimensioni vicino a Lansing, Michigan.

La Ford ha spiegato che “questa interruzione sul ponte Detroit-Windsor danneggia i clienti, i lavoratori auto, i fornitori, le comunità e le aziende su entrambi i lati del confine. Speriamo che questa situazione sia risolta rapidamente perché potrebbe avere un impatto diffuso su tutte le case automobilistiche negli Stati Uniti e in Canada”.

Il portavoce della Toyota, Scott Vazin, ha dichiarato che per tutta la settimana i tre impianti canadesi non saranno in grado di produrre nulla. “I nostri team stanno lavorando diligentemente per minimizzare l’impatto sulla produzione”, ha commentato il gruppo giapponese, aggiungendo che non c’è il rischio di licenziamenti attualmente.

“Stanno mettendo in pericolo posti di lavoro ed economia”, così si è pronunciato il presidente del Canada Justin Trudeau in merito alle proteste dei camionisti. Ha cinguettato su twitter che questi tumulti “devono fermarsi”, confermando il suo impegno assieme alle autorità provinciali per riprendere “il controllo della situazione”. Dichiarazioni piuttosto accorate del premier canadese che arrivano a pochissimi giorni dal dichiarato stato d’emergenza per la capitale Ottawa, posta sotto assedio dai manifestanti da oltre una settimana. La situazione in Canada sembrerebbe ormai del tutto fuori controllo.

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