sabato, 28 Maggio 2022

Suicidio assistito, la legge torna alla Camera. Papa Francesco: “Non confondere con derive che portano a uccidere”

La discussione della legge sull'eutanasia è prevista per questo pomeriggio alla Camera. Papa Francesco: "La vita è un diritto, non la morte".

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Si torna a discutere, e probabilmente a votare, della Legge sul suicidio assistito, nell’aula della Camera dei deputati, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 13 Dicembre che ne ha deciso l’incardinazione. Oltre 200 gli emendamenti presentati, la maggior parte provengono dal centrodestra, che hanno come obbiettivo il restringere quanto più possibile la legge. La discussione, e la possibile votazione, si terrà oggi 09 Febbraio 2022 nel pomeriggio avvicinandosi sempre di più alla decisione della corte costituzionale sul Referendum per l’eutanasia.

La proposta di legge si presenta in Aula dopo essere stata approvata dalla Commissione Giustizia e Affari sociali, nella forma di un testo unico che comprende le diverse proposte di legge fatte dai relatori del PD e del Movimento 5 Stelle a sua volta modificato per includere gli emendamenti proposti dal centrodestra. Il testo che verrà discusso oggi fa tesoro delle disposizioni date dalla Corte costituzionale con la sentenza del Novembre 2019 che ha trasformato il suicidio assistito di Dj Fabo, Fabiano Antoniani e Marco Cappato da illecito penale a illecito amministrativo.

Nonostante l’approvazione degli emendamenti proposti, il centrodestra rimane contrario all’approvazione della legge temendo una deriva come quella Belga e Olandese. Parlando nella discussione generale sull’approvazione della legge la rappresentate di Coraggio Italia, Martina Parisse, ha dichiarato: “Nei Paesi Bassi si è passati in 30 anni dall’eutanasia per i malati terminali all’eutanasia per i malati cronici, dai malati affetti da patologie fisiche ai malati mentali e agli anziani stanchi di vivere.”

Dall’altro lato della barricata ci sono alcuni emendamenti presentati da Riccardo Magi, Nicola Fratoianni e da alcuni ex membri dei 5S guidati da Doriana Sarli che, contrariamente al centrodestra, mirano ad allargare l’inclusività della legge arrivando a farla coincidere appieno con il testo del referendum sull’eutanasia. Attualmente si può accedere al suicidio assistito in ospedale solamente se l’interessato è affetto da una malattia o una condizione non curabile e che sia già stato oggetto di cure che non abbiano sortito alcun effetto.

La modifica di questo particolare sarebbe l’unica cosa che il referendum sull’eutanasia, previa approvazione della corte, vuole cambiare. Per alcuni la legge risultante dal referendum sarebbe in contrasto con la sentenza del 2019 della stessa Corte sul suicidio assistito di Dj Fabo o Marco Cappato. La Lega invece si pone in via diametralmente opposta a tutti gli altri, professandosi contraria sia alla legge sul suicidio assistito sia al referendum sull’eutanasia. Alcuni esponenti della Lega, che rischia di essere danneggiato dall’approvazione, chiede di favorire l’approvazione da parte della Camera, con la speranza sperando che la Corte costituzionale respinga il referendum sull’eutanasia visto che il Parlamento è in procinto di discutere la legge.

Non soltanto alcune forze politiche si oppongono alla legge sul suicidio assistito, anche Papa Francesco, che è stato ospite da Fabio Fazio la scorsa Domenica, si è dichiarato contrario alla proposta durante l’udienza generale. “Dobbiamo però stare attenti a non confondere questo aiuto con derive anch’esse inaccettabili che portano a uccidere. Dobbiamo accompagnare alla morte- continua il Pontefice – ma non provocare la morte o aiutare qualsiasi forma di suicidio. Ricordo che va sempre privilegiato il diritto alla cura e alla cura per tutti, affinché i più deboli, in particolare gli anziani e i malati, non siano mai scartati. Infatti, la vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti“.

Per il Papa la morte è inevitabile e per tanto bisogna fare tutto il possibile per curare i malati, considerando immorale “l’accanimento terapeutico“. Il pontefice conclude la dichiarazione ricordando a tutti di essere grati per gli sforzi che la medicina compie per aiutare i pazienti ad arrivare fino all’ultimo tratto della loro vita.

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