domenica, 29 Maggio 2022

Argentina, accordo tra governo e Fondo Monetario per il debito: migliaia protestano in piazza

Scoppiano le proteste guidate dai partiti di sinistra e dai sindacati, i cittadini contrario all'accordo che il governo peronista sta raggiungendo con il Fondo Monetario Internazionale.

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Ieri, martedì 8 febbraio, migliaia di argentini hanno marciato per le strade di Buenos Aires. A capo della protesta partiti di sinistra e sindacati, scesi in piazza per protestare contro il governo peronista. La causa del malumore generale va ricercata nel probabile accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per rinnovare un debito di oltre 40 miliardi di dollari che il paese sudamericano non può ripagare. I manifestanti hanno sfilato per la capitale con striscioni che recitavano “no al pagamento del FMI” e “no a un accordo del FMI”, un segnale della crescente tensione per il tentativo di accordo raggiunto alla fine di gennaio.

L’accordo tra Argentina e FMI

Il governo argentino e il FMI hanno annunciato una svolta nei colloqui a fine gennaio per rinnovare un prestito fallito e avviato nel 2018, che vedrebbe i pagamenti del debito rimandati ma comporterebbe impegni per raggiungere determinati obiettivi economici concordati con il prestatore. Quell’accordo ha ancora bisogno di dettagli da chiarire e dell’approvazione sia del Congresso argentino che del consiglio del FMI. “No all’accordo del governo con il Fmi”, ha detto Celeste Fierro, leader della protesta, indossando una maglietta con la scritta “le truffe non si pagano”.

“Vogliono che paghiamo ma ci saranno aggiustamenti fiscali, più precarietà e sottraendoci di più, ecco perché non possiamo permettere la sottomissione del nostro popolo ai disegni del FMI”, ha proseguito Fierro. Il capo del FMI Kristalina Georgieva, la scorsa settimana, ha affermato che – sebbene sia stato raggiunto un accordo in linea di principio con l’Argentina su un nuovo prestito standby – la parte più importante è ancora da definire. Questo possibile accordo ha destabilizzato la coalizione peronista che si trova al governo, con un importante legislatore dimessosi dalla sua posizione al Congresso in opposizione ad esso.

Juan Carlos Giordano, rappresentante di un gruppo di sinistra durante la marcia, ha affermato che l’accordo sul debito è stato come far pagare il conto alla classe operaia e che i fondi dovrebbero essere utilizzati per tirare fuori le persone dalla povertà. “L’obiettivo è difendere i salari, difendere il lavoro in modo che i soldi vadano a combattere i mali sociali”, ha detto, incolpando il precedente governo del conservatore Mauricio Macri per essersi assunto il debito del FMI. “Stiamo segnando un percorso. Il percorso della non sottomissione, del no alle dimissioni e del no al FMI”.

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