sabato, 28 Maggio 2022

Grave siccità nel Corno d’Africa, allarme dell’Onu: 13 milioni rischiano la fame estrema

Kenya, Somalia ed Etiopia stanno affrontando la peggior siccità da decenni, che sta portando a una diffusa carenza di cibo. Le previsioni di precipitazioni, al di sotto della media nei prossimi mesi, minacciano ancor più miseria,

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Circa 13 milioni di persone in Kenya, Somalia ed Etiopia stanno affrontando un pesante periodo di fame conseguente alla peggiore siccità degli ultimi decenni nella zona del Corno d’Africa, è l’allarme lanciato dal WFP, il Programma alimentare mondiale. Per tre stagioni consecutive non sono arrivate piogge e la regione ha registrato le condizioni più aride dal 1981, come affermato dall’agenzia delle Nazioni Unite.

“Bisogna evitare la crisi vissuta in Somalia nel 2011”

La siccità ha distrutto i raccolti e inflitto un numero elevato di morti di bestiame, costringendo le famiglie rurali – che fanno affidamento sulla pastorizia e sull’agricoltura – ad abbandonare le loro case. L’acqua e i pascoli scarseggiano e le previsioni di precipitazioni, al di sotto della media nei prossimi mesi, minacciano ancor più miseria, secondo il direttore regionale del WFP per l’Africa orientale, Michael Dunford. “I raccolti sono rovinati, il bestiame sta morendo e la fame sta crescendo poiché le siccità ricorrenti colpiscono il Corno d’Africa”, ha affermato Dunford. La situazione richiede “un’azione umanitaria immediata” per evitare il ripetersi di una crisi come quella vissuta in Somalia nel 2011, quando 250mila persone sono morte di fame durante una prolungata siccità.

Aiuti umanitari

Gli aiuti alimentari vengono distribuiti in una zona arida del Kenya, dell’Etiopia e della Somalia, dove i tassi di malnutrizione sono elevati e circa 13 milioni di persone sono a rischio di fame grave nel primo trimestre di quest’anno. Circa 5,7 milioni di persone avevano bisogno di assistenza alimentare nell’Etiopia meridionale e sudorientale, inclusi 500mila bambini e madri malnutriti. In Somalia, il numero di persone classificate come gravemente affamate dovrebbe aumentare da 3,5 milioni a 4,6 milioni entro maggio senza un intervento urgente.

Altri 2,8 milioni di persone hanno bisogno di assistenza nel sud-est e nel nord del Kenya, dove a settembre è stata dichiarata un’emergenza siccità. Il WFP ha affermato che sono necessari 327 milioni di sterline (402,5 milioni di euro) per rispondere ai bisogni immediati nei prossimi sei mesi e per sostenere le comunità pastorali affinché diventino più resilienti contro i ricorrenti shock climatici. Nel 2011, le piogge fallite hanno portato all’anno più secco dal 1951 nelle regioni aride del Kenya, Somalia, Etiopia, Gibuti e Uganda. Gli esperti hanno affermato che gli eventi meteorologici estremi si stanno verificando con maggiore frequenza e intensità a causa dei cambiamenti climatici, con l’Africa, che contribuisce in misura minore al riscaldamento globale, a sopportare il peso maggiore del loro impatto e in tanti, troppi, vorrebbero scappare.

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