sabato, 28 Maggio 2022

Afghanistan, la crisi umanitaria rischia di causare più vittime della guerra

Gli aiuti internazionali sono sospesi. Gli USA hanno congelato i 9,5 miliardi di dollari della banca centrale afgana. La forte siccità ha compromesso i raccolti. Intere famiglie per riuscire a comprare il poco cibo a disposizione vendono tutto ciò che possiedono. Anche i figli.

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Cinque mesi dopo la sconfitta statunitense, sull’Afghanistan è calato il sipario. Gli Stati Uniti hanno perso. I talebani hanno vinto. Fine della storia, per noi. Per 23 milioni di persone, invece, la storia continua. Nel paese è arrivato l’inverno, il freddo, la neve. Molte famiglie sono senza casa, sopravvivono per strada, nel fango, in ripari di fortuna, sotto la neve.
Pochi giorni fa, più di mille sfollati hanno forzato i cancelli della provincia di Herat per chiedere disperatamente aiuto ai Talebani che, in risposta, hanno sparato colpi in aria. Ma la folla ha continuato a spingere sempre più in avanti, contro i cancelli. C’erano donne a terra, feriti, bambini che piangevano.

Prima dell’arrivo dei Talebani, il paese era tenuto in piedi dagli aiuti internazionali, ora sospesi. E gli USA hanno congelato i beni della banca centrale afgana: quasi 9,5 miliardi di dollari. La forte siccità ha compromesso i raccolti. In pochi mesi, i prezzi di grano, riso e olio sono più che raddoppiati. Intere famiglie per riuscire a comprare il poco cibo a disposizione devono vendere tutto ciò che possiedono. Anche i propri figli. Sono tante le bambine vendute come spose per non morire di fame.

Intanto, gli Usa, i capi di stato Europei e i delegati del nuovo Emirato Arabo discutono, a Oslo, della crisi umanitaria. I talebani chiedono di scongelare i fondi afgani. Il governo norvegese sottolinea che i colloqui non equivalgono al riconoscimento del regime islamico. Il ruolo della Comunità internazionale sarà determinante. Dovrà decidere se condannare il governo talebano a una politica di sanzioni e chiusura totale, e con lui un’intera popolazione, innocente. Oppure, avviare un programma di sostegno e di servizi minimi essenziali per contenere il disastro umanitario.

E mentre i problemi politici si sovrappongono alle necessità degli afgani, la fame diventa più forte, il freddo si fa più pungente, la popolazione paga colpe che non ha. Il caotico ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan ha portato alla fine della più lunga “guerra generazionale” della storia moderna. Ma la crisi umanitaria in corso, potrebbe causare più vittime della guerra stessa. Chi non è riuscito a partire durante le grandi evacuazioni della scorsa estate spera, prima o poi, di raggiungere parenti o amici all’estero. Chi all’esterno non ha nessuno, spera di sopravvivere all’inverno e alla fame.

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