sabato, 28 Maggio 2022

Caro bollette, imprese e piscine strangolate: “Da 8 a 20mila euro in un mese non ce la facciamo più!”

Confcommercio: "Nel 2021 il prezzo dell’energia elettrica è schizzato oltre il 200% rispetto al 2020". Adiconsum: "Concorrenza sleale dei gestori di luce e gas, approfittano della crisi attuale. Stato controlli questo far west"

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Siamo al tracollo. L’ultima bolletta di gennaio segna un aumento da 8mila a 20mila euro rispetto a dicembre 2021. Ed è solo la prima del 2022, non oso immaginare le prossime. È una situazione drammatica per tutti, cittadini e imprenditori. Anche riuscendo a pagare, il prossimo mese cosa farò? Sto incassando pochissimo, il personale va pagato e le spese aumentano a dismisura. Non so se riuscirò a tenere aperto ancora per molto. Non abbiamo più le ‘spalle larghe’ come un tempo. Dopo due anni di pandemia, chiusure, Green pass, Super green pass, siamo davvero al limite. Chiudiamo ogni mese con il segno rosso”. Queste le parole di un ristoratore della provincia di Ravenna, in Emilia-Romagna, uno dei tanti imprenditori italiani, che nelle ultime settimane ha subito gli effetti del “caro bollette” sulla propria pelle.

Un rincaro delle spese quasi triplicato, e sembra solo l’inizio. “Come per tutti gli hotel – racconta un albergatore di Ancona – anche per il nostro gli aumenti si stanno facendo sentire in maniera pesante. Non solo sulle bollette, che sicuramente rappresentano la voce di spesa più importante, ma anche su tutto l’indotto, sui costi della lavanderia, il tovagliato, sulle forniture per le camere, le materie prime ecc. L’ultima bolletta dell’energia elettrica è più che triplicata, passando da 6900 euro di dicembre 2020 a 23mila euro di dicembre 2021. Gli aumenti sulle lavanderie (spugne e lenzuola camere) sono del + 22%. Il costo del pun (prezzo unico nazionale) a dicembre è schizzato di 60 punti fino ad arrivare a 242 (a novembre era 191 a maggio 50) e le previsioni su gennaio e febbraio sono di arrivare fino a 265. Per fare un esempio: se il consumo energetico di una camera doppia era a dicembre 2020 pari a 7,5 euro, oggi è di 25,5 euro. Per non parlare della Spa. Se prima il nostro costo energetico era di 11 euro per due ore di accensione adesso è più che triplicato. E poi abbiamo la ristorazione interna all’hotel, massacrata dalle limitazioni anti-Covid di questi ultimi anni”.

Le associazioni di categoria cercano interlocutori per affrontare la situazione, ma dal governo al momento tutto tace, vuoi anche l’impegno degli ultimi giorni per la rielezione del Presidente della Repubblica. Secondo un’analisi di Confcommercio la crisi dei mercati dell’elettricità e del gas e la corsa dell’inflazione che, in considerazione degli aumenti attesi già per gennaio, rischia di superare nella parte iniziale del prossimo anno il 4%, comporteranno una maggiore spesa energetica di oltre 11 miliardi per le famiglie e aumenti di elettricità e gas intorno al 40% per le imprese. “La politica non ha capito che se un negozio chiude, chiude poi per sempre. Un imprenditore – dichiarano da Confcommercio – non può aspettare i tempi del governo. Quasi una settimana di elezioni presidenziali per poi far cosa? Rieleggere Mattarella, mentre il Paese soffoca tra bollette, frustrazione generale e incassi azzerati. Sembra una presa in giro. Il nostro ultimo report evidenzia per ristoratori e albergatori un aumento dei costi quasi tre volte superiore da dicembre 2021 a gennaio 2022. Un punto di non ritorno. I nostri associati sono arrabbiati, frustrati e stanchi. Molti non ce la fanno più e pensano di scendere in piazza, a Roma”.

Il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli si unisce al coro di protesta e davanti ai risultati dell’associazione spiega che “la vivacità dei consumi che si sta registrando in questi giorni rischia di essere una parentesi troppo breve. Inflazione e caro bollette, infatti, potrebbero ridimensionare, già dai prossimi mesi, il reddito reale delle famiglie e la loro capacità di spesa. Il Governo deve, quindi, assumere misure strutturali contro il caro energia“.


Carlo Sangalli

“Il discorso – aggiunge Mauro Mambelli, presidente di Confcommercio della Provincia di Ravenna – è che non vogliamo far pesare i rincari sul cliente. Non è la linea da adottare. Ma aprire ogni giorno un negozio, con prezzi di gestione altissimi, dopo due anni di pandemia e una ripresa che arranca, è una grossa fatica e un sistema che a lungo termine non potrà più reggere. Saremo costretti ad abbassare le serrande. Mancano i turisti, con la questione del Super Green pass i clienti sono diminuiti ancora di più e nonostante io sia pro vaccino, da imprenditore non posso che criticare come il Governo abbia gestisto la crisi. Anche le materie prime sono aumentate tantissimo, abbiamo un rialzo del 60%. Dopo la questione sanitaria, potrebbe scoppiare un’enorme crisi economica, che metterà il Paese in ginocchio. Dove si sta sbagliando? È l’indirizzo preso a livello nazionale che non regge. Vogliamo evitare la crisi, però chiudiamo i pozzi nell’Adriatico, smantelliamo le centrali nucleari con costi assurdi sulle spalle dei cittadini, però poi basta andare al confine e trovare quelle francesi. Produciamo appena il 10% dell’energia con l’eolico e il fotovoltaico, il resto lo acquistiamo all’estero. In questo modo come possiamo andare avanti?”.


Mauro Mambelli

Il DL Sostegni approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 gennaio 2022, ha previsto un intervento di 1,7 miliardi di euro a favore delle imprese e volto a contenere proprio l’aumento delle bollette. Operazione, tuttavia, ritenuta poco efficace da Adiconsum, Adoc, Anie Confindustria, Casa del Consumatore, Codacons, Confconsumatori, Legambiente, Lega Consumatori, Movimento Consumatori e altre organizzazioni a tutela dei consumatori.

“La norma ha visto la luce senza una ampia condivisione con i corpi intermedi rappresentativi dei vari settori coinvolti, di conseguenza non possiamo condividerla. Tale norma mette a grave rischio il corretto svolgimento delle dinamiche di mercato e non risolve minimamente la situazione emergenziale in corso, che si avvia a generare gravi ripercussioni sul sistema sociale ed economico del Paese. Riteniamo sia assolutamente indispensabile l’apertura rapida di un tavolo di confronto a livello nazionale. Il Paese non può più aspettare” affermano. Alla protesta contro il Caro bollette si sono uniti da ultimo anche i gestori degli impianti natatori pubblici italiani, il 6 febbraio non apriranno. “Domenica 6 febbraio piscine chiuse” è infatti l’iniziativa promossa in tutta Italia dalle principali associazioni di categoria del settore (Agisi, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e Sigis), che fanno parte del Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, con il sostegno di Forum Piscine.

Ma gli effetti dei rincari si stanno ripercuotendo anche sui cittadini e sulle famiglie, non solo sulle imprese, che si trovano a fare i conti con prezzi schizzati alle stelle. Mantenendo il focus sulla Regione Emilia-Romagna solo nel 2021 le famiglie hanno speso per luce e gas, in media, 1.825 euro (valore più alto a livello nazionale), in aumento del 27% rispetto al 2020. Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 680 euro, con un rincaro annuo del 35%. Quella del gas, invece, è arrivata a 1.146 euro, in crescita del 23% rispetto al 2020.

La brutta notizia, stando alle previsioni del report delle associazioni dei consumatori, è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie dell’Emilia-Romagna potrebbe addirittura superare, in media, i 3.200 euro, vale a dire il 78% in più rispetto al 2021.

“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai consumatori, ci dicono che il gas è raddoppiato. – spiega l’avvocato Alessandra Nannini di Adiconsum – Questo è anche il frutto del momento delicato che stiamo vivendo a causa del Covid. Tutte le energie a livello nazionale sono impiegate per gestire la pandemia. Tuttavia, credo fermamente che si poteva fare di più e dare una mano ai cittadini, schiacciati dal peso degli ultimi due anni e senza ormai entusiasmo. Ricevere bollette quasi aumentate del doppio, non aumenta la ripresa. Lo Stato ha sbagliato in primis a non controllare il substrato di concorrenza sleale tra gestori che si è venuto a creare a danno dei consumatori. Chiamano proponendo prezzi inferiori rispetto ai concorrenti, ma poi nella pratica le condizioni di vendita non vengono rispettate. Si trae in inganno il cittadino e se il problema esisteva già, adesso con la pandemia e approfittando dello smarrimento generale, loro ne approfittano di più. Il Governo fermi questo far west”.

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