domenica, 29 Maggio 2022

Sanremo, la Curia “scomunica” Achille Lauro: Rai sotto accusa per il Battesimo

Dopo l'apparizione del noto Achille Lauro che ha aperto di fatto il festival cantando la sua "Domenica" inscenando un auto battesimo, è intervenuto tempestivamente il Vescovo di Ventimiglia

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Si è aperto ufficialmente il 72° Festival della Canzone Italiana, ieri sera in diretta su RAI1 e si è aperto con il botto. Strategico mettere in apertura Achille Lauro, che già ci aveva regalato momenti indimenticabili quanto imbarazzanti con le sue performance e trasformazioni passate. Ma tutto questo fa parte dello spettacolo e probabilmente, anzi quasi certamente, ogni dettaglio sul palco dell’Ariston è stato studiato con cura, anzi con “Curia” visti i risultati.

Dopo l’apparizione del noto Achille Lauro che ha aperto di fatto il festival cantando la sua “Domenica” inscenando un auto battesimo, è intervenuto tempestivamente il Vescovo di Ventimiglia che ha fatto uscire un comunicato ufficiale dove sottolinea la “triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022”

“La perfomance ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso. La penosa esibizione del primo cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante”.

I riferimenti religiosi effettivamente ci sono tutti, partendo dal titolo “Domenica” e poi il coro gospel, che fa pensare che si alluda al “giorno del Signore”, cosa di cui il Vescovo è assolutamente convinto: “Il brano presentato, già nel titolo – Domenica – e nel contesto di un coro gospel, alludeva al giorno del Signore, celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione, collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo”.

Anche se in una nota si apprende che lo stesso prelato si renda conto che questo fa parte di uno spettacolo creato a tavolino e serva solo perché se ne parli, nel bene e nel male come diceva il noto scrittore Oscar Wilde, ma non può non sottolineare e puntare il dito su come “la drammatica povertà artistica ricorra costantemente a mezzi di fortuna per far parlare del personaggio e della manifestazione nel suo complesso”.

“Ho ritenuto che sia più necessario dare voce a tante persone credenti, umili e buone, offese nei valori più cari per protestare contro attacchi continui e ignobili alla fede; ho ritenuto doveroso denunciare ancora una volta come il servizio pubblico non possa e non debba permettere situazioni del genere, sperando ancora che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga; ho ritenuto affermare con chiarezza che non ci si può dichiarare cattolici credenti e poi avvallare ed organizzare simili esibizioni; ho ritenuto infine che sia importante e urgente arginare la grave deriva educativa che minaccia soprattutto i più giovani con l’ostentazione di modelli inadeguati”.

Non so quanto possa incidere la mia contestazione, aggiunge il Vescovo di Ventimiglia e conclude il suo comunicato con un proverbio: “il raglio d’asino non sale al cielo” il suo o quello di Achille Lauro? Aspettiamo ora un nuovo comunicato sul duetto Mahmood e Blanco!

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