sabato, 28 Maggio 2022

Processo Patrick Zaki, udienza decisiva rinviata al 6 aprile

Zaki è accusato di aver diffuso notizie false dentro e fuori il Paese. Le accuse iniziali erano incentrate sui post Facebook del ragazzo che avevano, secondo il governo egiziano, configurato anche i reati di "incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici".

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È stata rinviata al 6 aprile l’udienza di Patrick Zaki, in programma inizialmente questa mattina, 1° febbraio, a Mansura, in Egitto. Oggi, nell’aula del tribunale egiziano, il giovane avrebbe dovuto rispondere, in particolare, del reato di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”. Le accuse iniziali mosse allo studente erano invece incentrate sui alcuni post Facebook che, secondo il governo, avevano configurato, oltre alla “discriminazione del popolo egiziano”, anche i reati di “incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”, facendogli rischiare 25 anni di carcere. Il procedimento di oggi riguardava quindi solo su un articolo del 2019, quella appunto sugli atti discriminatori.

In base alla legge egiziana, come spiegato dallo studente UniBo, oggi il suo avvocato avrebbe presentato al giudice tutte le prove e le evidenze per poi attendere la decisione finale, che poteva arrivare anche fra qualche giorno. Prima della notizia del rinvio, Zaki si era detto preoccupato, ma allo stesso convinto che quel dossier sulle accuse di discriminazione non sarebbe più stato aperto. Le accuse sono partite da dieci post pubblicati su un profilo Facebook, che il giovane egiziano ha sempre affermato essere falso e che hanno comportato la sua custodia cautelare in carcere, a Mansura. Lo studente infatti è stato rilasciato solo lo scorso dicembre, dopo 19 mesi di reclusione.

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