domenica, 29 Maggio 2022

Cosmo-SkyMed, in orbita nuovo satellite della costellazione Italiana: lancio perfetto dopo 4 rinvii

In questo programma spaziale l'Italia ha un ruolo di primo piano, grazie a Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio

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È finalmente in orbita il nuovo satellite della costellazione italiana COSMO SkyMed. Il lancio in orbita è riuscito dopo ben 4 rinvii avvenuti consecutivamente dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida) con un Falcon 9 appartenente alla navicella SpaceX. Questo è il secondo satellite di nuova generazione promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal ministero della Difesa attraverso il contributo aggiuntivo del ministero dell’Università e della Ricerca. Attualmente i satelliti SkyMed in orbita sono in totale 6, e alcuni hanno ripreso lo stadio di Wembley a Londra qualche giorno prima della finale degli europei, permettendo all’Italia di avere un sistema di osservazione ancora più all’avanguardia.

Il sito dell’Asi ha pubblicato una nota in cui spiega l’obbiettivo del lancio oltre ad elogiare il raggiungimento degli obbiettivi da parte dell’agenzia. “Questo lancio consentirà di proseguire l’operatività dell’intera costellazione Cosmo SkyMed in orbita da più di quindici anni aumentandone le capacità complessive. Obiettivo primario è fornire ad un’utenza duale, civile e militare, i servizi di Osservazione della Terra attraverso un ampio portfolio di prodotti.”

Oltre alla nota dell’Agenzia Spaziale Italiana, non sono mancate le dichiarazioni dei politici e dei ministri coinvolti nel lancio del razzo SkyMed. La prima a parlare è stata la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. Secondo la ministra il settore spaziale e aerospaziale ha un punto di forza nella parte industriale e della ricerca del settore, cosa che ha concesso una grande autonomia a livello di strategia portando a sviluppare una forte competitività internazionale. “Grazie a questa competitività ed esperienza – dice il ministro – è stato concepito il progetto COSMO-SkyMed, e grazie ai satelliti di nuova generazione otterremo una qualità dei dati sempre maggiore.”

Lancio del satellite Cosmo-SkyMed
Lancio del satellite Cosmo-SkyMed

Dopo la ministra Messa, è stato il turno di Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale con delega allo spazio. Nelle sue dichiarazioni, il ministro ha sottolineato l’ambizione italiana nell’osservazione del pianeta e la competenza nei Payload radar, affermando che dal 2008 i satelliti di Cosmo-SkyMed hanno acquisito circa due milioni di immagini con un monitoraggio di 7 miliardi di chilometri quadrati.
Secondo Colao questa attività ha permesso di sviluppare aree strategiche per i cambiamenti climatici o la sicurezza marittima.

Anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha parlato del lancio avvenuto con successo, spiegando come questa costellazione di satelliti sia una risorsa fondamentale per la Difesa visto che sono capaci di monitorare la Terra in qualsiasi condizione metereologica.
“A livello strategico poi – afferma il ministro – questi satelliti consentiranno alla Difesa di avere un quadro informativo costantemente aggiornato dei potenziali fattori di rischio e la tempestiva valutazione della situazione operativa, al fine di supportare il processo decisionale per operare le scelte più opportune.”

Satellite Cosmo SkyMed in orbita
Satellite Cosmo SkyMed in orbita

Ma come si inserisce tutto questo nel panorama industriale italiano? In questo programma spaziale l’Italia ha un ruolo di primo piano, grazie a Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio, insieme a un numero significativo di piccole e medie imprese.  Thales Alenia Space (composta da Thales e Leonardo in minima parte) è la responsabile del progetto avendo il 67% delle azioni , mentre Telespazio (composta da Leonardo per il 67% e da Thales per il restante 33%) ha realizzato il segmento di Terra e ospita nel Centro spaziale del Fucino il centro di comando e controllo della costellazione. Leonardo inoltre fornisce i sistemi di orientamento del satellite oltre ai pannelli fotovoltaici e alle unità di gestione dell’elettricità.

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