sabato, 28 Maggio 2022

Pil italiano +6,5% nel 2021: l’Istat conferma il dato di crescita più alto dal 1976

A differenza del 2020, in cui c’è stato un crollo di quasi il 9%, dato che non si vedeva così basso dalla Seconda Guerra Mondiale

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L’economia italiana ha subito una crescita del 6,5% nel 2021, secondo quanto dichiarato dall’Istat. “Bisogna andare indietro al 1976, circa 45 anni fa” per trovare un aumento come quello registrato nel 2021. Queste le parole di Giovanni Savio, direttore centrale della contabilità nazionale dell’Istat, nel corso di una conferenza stampa sui dati di crescita divulgati oggi. Si tratta del dato di crescita più alto di sempre, basandosi sulle storiche dal 1995 a oggi.
A differenza del 2020, in cui c’è stato un crollo di quasi il 9%, dato che non si vedeva così basso dalla Seconda Guerra Mondiale, la variazione acquisita del Pil per il 2022 è del +2,4%.

Nell’ultimo trimestre del 2021 è stato registrato un aumento dello 0,6% in confronto al trimestre precedente, e del 6,4% su base annua. “Dal lato della domanda vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta” spiega l’Istat, che indica un’estensione nell’industria e nei servizi. “Alla luce della dinamica dei prezzi al consumo, in forte accelerazione nella seconda metà dell’anno e pari a circa tre volte quella retributiva, si registra anche una riduzione del potere d’acquisto”. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, nella media del 2021, è cresciuto dello 0,6% rispetto all’anno precedente.

Secondo quanto rilevato dal Centro Studi di Argenta Soa, “è l’edilizia uno dei settori a dare il maggiore contributo all’incremento del Pil nel 2021”, e aggiunge che il settore delle costruzioni è uno dei “motori di ripresa” dell’economia italiana, che permette una crescita quattro volte più veloce del Pil. “È previsto avanzare anche nel 2022 grazie non solo agli incentivi per le ristrutturazioni immobiliari, in direzione di una maggiore efficienza energetica, ma anche agli interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, afferma Giovanni Pelazzi, Presidente di Argenta Soa e del Centro Studi sugli Appalti Pubblici.

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