giovedì, 26 Maggio 2022

Medicina rigenerativa, ricostruita zampa amputata di una rana: è il primo caso

Nei prossimi studi si valuterà la possibilità di utilizzare il BioDome e questo cocktail di farmaci sui mammiferi

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Un cocktail di farmaci e uno speciale bioreattore, dispositivo che fornisce l’ambiente adatto per la crescita di tessuti biologici, hanno portato alla rigenerazione, in 18 mesi, di una zampa amputata di una rana. Il risultato è stato raggiunto dagli scienziati della Tufts University e del Wyss Institute dell’Università di Harvard e pubblicata sulle pagine della rivista Science Advances.

Alcuni animali, come è noto, hanno la capacità di rigenerare diverse parti del corpo, basti pensare alle code delle lucertole, ma per le rane è la prima volta che accade, grazie alla scienza. Il team di ricercatori, guidato da Nirosha Murugan, per gli esperimenti sulle rane della specie Xenopus laevis, rana acquatica africana, ha utilizzato un bioreattore indossabile per 24 ore, chiamato BioDome, uno speciale cappuccio di silicone che si applica sulla ferita, con al suo interno un gel a base di proteina della seta e un cocktail di cinque farmaci. Ogni farmaco ha una specifica funzione: ridurre l’infiammazione, inibire la produzione di collagene che porterebbe alla cicatrizzazione, favorire la crescita di nuove fibre nervose, vasi sanguigni e muscoli.

L’esperimento è stato un successo, in molte rane la zampa amputata è ricresciuta nel giro di 18 mesi. I ricercatori hanno evidenziato come i nuovi arti mostrano una struttura ossea simile a quella naturale, rispondono agli stimoli e hanno capacità di movimento. “È entusiasmante osservare che i farmaci selezionati hanno portato alla rigenerazione di un arto quasi completo, la breve esposizione necessaria suggerisce che le rane potrebbero avere delle capacità rigenerative dormienti”, ha affermato Murugan. “Nei prossimi studi valuteremo la possibilità di utilizzare il BioDome e questo cocktail sui mammiferi. Il nostro lavoro apre una serie di prospettive in ambito della medicina rigenerativa, questo esperimento ne è la prova”, ha così concluso.

 

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