mercoledì, 18 Maggio 2022

Caro energia, Putin cerca l’accordo con le aziende italiane: l’UE non ci sta

"Siamo un fornitore affidabile per i consumatori italiani". Con queste parole, Vladimir Putin ha introdotto il suo collegamento in videoconferenza

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Mentre l’aria sottile e carica di tensione aleggia lungo il confine russo-ucraino e anche all’interno dei confini sovietici il clima non è poi così disteso, l’inquilino del Cremlino Vladimir Putin non dimentica gli affari economici e i legami con i più importanti partner commerciali della Russia. È di ieri, 26 gennaio, la notizia dell’incontro accaduto alla Camera di commercio italo-russa. Al meeting hanno partecipato otto ministri del governo di Mosca, il numero uno della compagnia petrolifera Rosneft e diversi rappresentanti di aziende italiane. Tutto l’incontro si basava sui fitti scambi commerciali tra Italia e Russia.

Putin (twitter)

Putin e l’affidabilità del gas russo

Siamo un fornitore affidabile per i consumatori italiani”. Con queste parole, Vladimir Putin ha introdotto il suo collegamento in videoconferenza. Una tavola rotonda tra “amici” della Federazione russa, ha specificato il presidente, soddisfatto degli ottimi rapporti con le aziende italiane che non si è fermato neanche durante la pandemia. Il capo del Cremlino ha poi analizzato le potenzialità per estendere l’accordo tra Roma e Mosca: “Ci sono serie prospettive per espandere la partnership commerciale tra i due Paesi in altri settori energetici. Le imprese italiane hanno già investito circa 500 milioni di euro nella costruzione di parchi eolici in tre regioni russe: il territorio di Stavropol, a Rostov e nella regione di Murmansk al nord”. Il bilancio del 2021 parla di una crescita del 53,8% che si converte in 27,5 miliardi di dollari di investimenti commerciali bilaterali.

La situazione geopolitica e il disappunto dell’Unione Europea

Incontro inopportuno”. Arriva da fonti interne alla Commissione europea il disappunto di Bruxelles vista anche la situazione geopolitica, dato che la Russia è pronta a spiegare un notevole quantitativo di forze armate ai danni dell’Ucraina e attenta alla sicurezza dell’Europa tutta. Ma il problema principale è che, seppur in misure diverse, tutti gli stati UE sono dipendenti dalle fonti energetiche russe e in questo senso il Cremlino tiene tutti sotto scacco. Il solo rinnovabile non può bastare a reggere l’immenso apparato industriale europeo e si andrebbe in deficit energetico con conseguenze disastrose. Lo si è constatato anche con il rincaro bollette annunciato a fine anno di luce e gas. Il gigante dai piedi di argilla (la Russia) è ancora tale perché si regge quasi esclusivamente sulla sua capacità di produrre gas ma l’Unione Europea unita potrebbe trovare una via di uscita.

Lo scenario peggiore: Putin chiude i rubinetti a tutta Europa

A risentire di un improvviso blocco dell’approvvigionamento di gas sarebbero Slovacchia, Austria e in parte anche l’Italia. Tra i grandi paesi europei, la Germania è, però, il paese più vulnerabile. A causa delle sue nuove politiche “green” che hanno portato alla chiusura  di centrali elettriche a carbone e della decisione avventata, presa sulla scia del disastro di Fukushima in Giappone, di chiudere prematuramente le sue centrali nucleari, Berlino resta dipendente dal gas naturale più del necessario. La Germania è il più grande consumatore di gas d’Europa, che rappresenta circa un quarto del suo consumo totale di energia, con la Russia che fornisce oltre la metà delle sue importazioni di gas.

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