giovedì, 19 Maggio 2022

Restrizioni Covid, confronto tra Governo e Regioni: “I colori non servono più”

L’ipotesi è quella di valutare i casi covid solo tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, escludendo dunque gli asintomatici ricoverati per altre patologie.

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Modificare il sistema delle fasce di colori per le regioni e frenare sulla riduzione a cinque giorni della quarantena per i positivi sintomatici. È questo quanto emerge dal confronto tra Governo e Regioni sui provvedimenti di contenimento della pandemia. L’ipotesi è quella di valutare i casi covid solo tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, escludendo dunque gli asintomatici ricoverati per altre patologie. Tra i tecnici che hanno preso parte al tavolo, il Direttore Generale della Prevenzione Giovanni Rezza e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità nonché Coordinatore del CTS Franco Locatelli.

“Con gli altri presidenti abbiamo pensato di abolire la suddivisione per colore delle regioni, non ha più senso. – Dice il Governatore del Molise Donato Toma – I colori ormai servono a poco, e su questo siamo tutti d’accordo”. “C’è una platea del 90% di vaccinati, – aggiunge il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa – di fronte a ciò il sistema dei colori non serve più. L’unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa”.

“La divisione per colori – chiosa il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – nel momento in cui la strategia è quella delle vaccinazioni, è inutile. Chiederemo al Governo di sospenderla. Aveva un senso quando c’erano delle misure relative alla mobilità, ma oggi quelle misure riguardano solo i non vaccinati”.

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