giovedì, 19 Maggio 2022

Covid, campagna vaccinale da record: 4,5 milioni di dosi in una settimana

Pazienti Covid asintomatici che accedono in ospedale in crescita esponenziale la nuova criticità. "Le mascherine? Le terremo per qualche anno, diventeranno come gli occhiali da sole", così il professor Pregliasco.

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Quota record mai raggiunta finora dall’inizio della campagna vaccinale: nella settimana dal 10 al 16 gennaio sono state somministrate 4,5 milioni di dosi. In gran parte si tratta di terze dosi ma tra le prime dosi nella fascia 5-11 anni si contano 93mila di sabato e 62mila di ieri.

“Sono oltre 4 milioni e mezzo le dosi di vaccino somministrate in questa ultima settimana. È il numero più alto in soli 7 giorni dall’inizio della campagna vaccinale. Grazie alle donne e agli uomini che lavorano ogni giorno perché questo sia possibile” scrive su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza

Dei 542mila nuovi vaccinati, ben 137mila sono over 50 fa notare la Fondazione Gimbe, probabile risultato della definizione dell’obbligo vaccinale. “La velocità di crescita dei contagi si sta riducendo, come un’auto che frena prima dell’arrivo. Per due settimane però i contagi saliranno ancora“, secondo il virologo e direttore Anpas Fabrizio Pregliasco a a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora. Sul bollettino giornaliero aggiunge: “Dividerei i dati dei contagi dando maggiore quantità di informazioni. Eliminarli adesso vuol dire abbassare la responsabilità e il controllo degli individui”. Riguardo le mascherine, Pregliasco osserva che “le terremo per qualche anno, diventeranno un po’ come gli occhiali da sole”.

La percentuale di posti nei reparti di area non critica occupati da pazienti Covid sale al 29% in Italia e in Valle d’Aosta arriva al 69%. In 24 ore, cresce in altre 11 regioni: Abruzzo (al 29%), Basilicata (26%), Calabria (41%), Campania (29%), Emilia Romagna (27%), Lombardia (34%), Marche (27%), Piemonte (30%), Puglia (21%), Sardegna (15%), Toscana (25%). Cala in Umbria (33%) e Veneto (23%). Stabile Friuli (29%), Lazio (27%), Liguria (38%), Molise (13%), Pa Bolzano (18%), Pa Trento (25%), Sicilia (35%). Questi i dati Agenas aggiornati al 16 gennaio. Superano la soglia del 30%: Calabria, Liguria, Lombardia, Sicilia, Valle d’Aosta.

Sempre secondo i dati Agenas, la percentuale di terapie intensiva occupate da pazienti Covid è stabile al 18% in Italia, ma 8 regioni superano la soglia del 20% (Abruzzo, Friuli, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta). A livello giornaliero, il tasso cresce in Puglia (12%) e Sicilia (20%). Cala in Campania (12%), Liguria (19%), Lombardia (15%), Marche (24%), Bolzano (17%). Stabile in 14 regioni: Abruzzo (al 21%), Basilicata (3%), Calabria (19%), Emilia Romagna (17%), Fvg (23%), Lazio (22%), Molise (5%), Trento (23%), Piemonte (23%), Sardegna (14%), Toscana (22%), Umbria (14%), Val d’Aosta (24%), Veneto (18%).
Emerge una nuova criticità direttamente proporzionale alla crescita dei casi, quella di pazienti Covid asintomatici che devono essere operati, ad esempio per tumore o frattura, ma che risultano positivi all’ingresso in ospedale. “E’ una popolazione in crescita esponenziale – così all’ANSA Antonio Giarratano, presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) -, per la quale servono protocolli e spazi dedicati che oggi non sono codificati, col risultato che ogni azienda si organizza come meglio crede: in alcuni casi vengono operati, in altri ci sono dilazioni pericolose, mentre si occupano posti in reparto destinati al Covid critico. Servono indicazioni per evitare il caos”.                             

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