mercoledì, 18 Maggio 2022

“Mi cercherai nell’infinito”: la profezia di Dalida, tormentata chanteuse che ancora oggi manca alla musica

"Nel 2023 io non ci sarò più, ma tu mi cercherai nell'infinito". Cantava così Dalida, diva tormentata scomparsa nel 1987, che oggi avrebbe compiuto 89 anni.

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“Nel 2023 io non ci sarò più, ma tu mi cercherai nell’infinito”. Cantava così Dalida nel 1969, avendo forse già intuito che non sarebbe riuscita a vedere gli anni 2000. Sono infatti passati quasi 35 anni da quel 3 maggio 1987, giorno in cui Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, decise di togliersi la vita con una dose di barbiturici accompagnati da un bicchiere di whisky.

Nata il 17 gennaio 1933 al Il Cairo da genitori calabresi, a 21 anni fu eletta Miss Egitto, titolo che le aprì immediatamente le porte del cinema. Ma Dalida dal suo futuro voleva di più, perché sognava Parigi. E dopo esservi arrivata con risorse limitate, è invece proprio qui che trovò il grande successo, conquistando il pubblico e Lucien Morisse, direttore del programma della stazione radio Europa 1 e colui che lanciò la sua carriera. Dalla pubblicazione di Bambino nel 1956, iniziò infatti un periodo d’oro per l’artista, che in breve tempo raggiunse la fama internazionale, facendo inoltre il tutto esaurito per più di un mese allo storico teatro Olympia di Parigi nel 1961 e ricevendo il disco di platino nel 1964 per aver venduto oltre 10 milioni di dischi.

Nel 1966 avvenne poi l’incontro fatale con Luigi Tenco, che segnò per sempre la vita di Dalida. Tra i due nacque subito la passione, finita poi tragicamente con il suicidio di Tenco all’Hotel Savoye di Sanremo nel 1967. La perdita di Tenco devastò Dalida, che qualche mese dopo tentò di porre fine alla sua vita, rimanendo in coma per cinque giorni. Per ironia della sorte lo stesso identico destino colpì i suoi due successivi compagni, Lucien Morisse, suicidatosi 10 anni dopo la fine della loro relazione, e Richard Chanfray. Nonostante i duri colpi, Dalida proseguì la sua carriera, e negli anni ’70 raggiunse l’apice della fama con spettacoli sold out e tour mondiali. Ma il successo non è tutto e il 3 maggio 1987, ormai caduta in una profonda depressione, a 54 anni Dalida decise di togliersi la vita nel suo appartamento parigino, lasciando al mondo un biglietto che recitava: “La vita mi è insopportabile. Perdonatemi”.

Come ha dichiarato il fratello Orlando, “Dalida era riuscita in tutto tranne che nella vita privata. Perché? Perché sceglieva invariabilmente uomini che dopo un po’ non accettavano più di essere Monsieur Dalida. Lei ha sempre messo la sua carriera al primo posto. Era il suo pubblico ad avere il primo posto, i suoi compagni venivano dopo! Con ognuno di loro era felice, felicissima anche, ma solo per poco”.

Seppur condannata in amore, è innegabile che Dalida ha lasciato un segno nel mondo della musica e dello spettacolo, attraversando le epoche e le mode fino a diventare un’icona transgenerazionale. Non è un caso che la sua Bang Bang nel 2010 sia diventata tema portante dell’acclamato film Les Amour Imaginaires, diretto da Xavier Dolan, mentre Dans la ville endormie ha aperto l’ultimo capitolo della saga d James Bond No Time To Die. Intanto anche l’amore del suo vecchio pubblico è rimasto sempre vivo e soprattutto in Francia, la sua terra d’adozione, sono numerosi gli omaggi che continuano ad essere fatti all’artista.

E in Italia? Come successo con Raffaella Carrà che non ha mai avuto riconoscimenti in vita, qui siamo sempre colpevoli di non apprezzare mai abbastanza i nostri talenti. Ma Dalida, stai certa che noi non ti abbiamo dimenticata e ora vogliamo immaginarti con le tute glitterate mentre fai festa come faceva Gigi in Paradisco.

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