giovedì, 27 Gennaio 2022

Peste suina, allarme per i casi in Piemonte e Liguria: la Cina blocca import salumi dall’Italia

La peste suina è un virus altamente contagioso tra gli animali ma non trasmissibile agli esseri umani

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Sono 114 i comuni, 78 in Piemonte e 36 in Liguria, interessati da un’infezione da peste suina africana (Psa) che il ministero della Salute di intesa con il Mipaaf ha compreso nel provvedimento di Divieto di attività venatoria e di altre attività all’aperto, salvo la caccia selettiva al cinghiale, firmato già nella serata di ieri. Le disposizioni sono efficaci per sei mesi. Sempre nell’ordinanza si legge che le disposizioni “si applicano anche alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione”.

Obiettivo dell’ordinanza congiunta è “porre in atto ogni misura utile ad un immediato contrasto alla diffusione della Psa e alla sua eradicazione a tutela della salute del patrimonio faunistico e zootecnico suinicolo nazionale e degli interessi economico connessi allo scambio extra Ue e alle esportazioni verso i Paesi terzi di suini e prodotti derivati”.

Già nei giorni scorsi si erano rilevate tracce di infezione in alcuni cinghiali nei boschi tra Piemonte e Liguria che hanno allarmato i compratori del Made in Italy all’estero e hanno fermato l’importazione di carni e salumi italiani Svizzera, Kuwait e in Oriente Cina, Giappone e Taiwan dice Confagricoltura, per un valore complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro come ha stimato Cia-Agricoltori Italiani che lancia l’allarme: “Un problema di ordine sanitario rischia di provocare un danno irreparabile per il tessuto produttivo ed economico legato alla filiera suinicola, in particolare per la produzione di prosciutti Dop e Igp, da Parma a Norcia”. La peste suina africana (PSA) è una malattia virale, altamente contagiosa e spesso letale, che colpisce suini e cinghiali. Non è trasmissibile agli esseri umani.

Allarme che coinvolge allevatori e trasformatori di eccellenze come prosciutto, culatello e salami tipici rigorosamente made in Italy anche di zone diverse da quelle interessate dall’infezione.  La confederazione agricola ribadisce che gli allevamenti italiani hanno standard di sicurezza molto elevati, che verranno ulteriormente rafforzati nelle prossime settimane per tutelare le aziende zootecniche, a rischio di tracollo nella malaugurata ipotesi di focolai.

Il presidente Bonaccini ha emanato un’ordinanza che impone lo stop di alcune attività di caccia al cinghiale nelle province di Parma e Piacenza considerate più a rischio perché dell’Emilia-Romagna sono quelle più vicine a Piemonte e Liguria dove si sono verificati i primi casi di peste suina africana.

Anche Coldiretti lancia l’allarme «occorre vigilare contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico ed occupazionale». Inoltre, è richiesto un commissario che possa coordinare l’attività dei prefetti come auspicato dagli operatori e diversi parlamentari.

immagine di repertorio

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