giovedì, 27 Gennaio 2022

Oggi “Amorematico” dei Subsonica compie 20 anni

“Amorematico” non sventolava nessun cliché musicale, non ne aveva bisogno perché era un album di confine

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Oggi “Amorematico” dei Subsonica compie vent’anni. Un album che doveva confermare il successo del precedente Microchip Emozionale uscito nel 1999, senza dimenticare la partecipazione al Festival di Sanremo due anni prima. Amorematico è uscito l’11 gennaio del 2002 ed è stato sicuramente influenzato da tanti fattori, ma sicuramente la band ha saputo proteggersi dagli stilemi commerciali imposti dal successo del precedente disco, dalle aspettative che avrebbero voluto nuove aperture pop, il combo torinese ha messo in primo piano la coerenza puntando su quello che fu definito “un disco intimista, dalle tonalità un po’ grigie”

Sempre in evoluzione strizzando l’occhio al club, mescolando sonorità legate a certe colonne sonore anni 60, pensando a Morricone, ma anche ad una certa elettronica più luminosa, più colta.

“Oggi fanno 20 anni tondi. L’11 gennaio del 2002 usciva il nostro terzo disco. Fu descritto come un album della maturità, probabilmente per via dei testi che man mano si erano fatti più intimamente solidi. Ma forse anche per la sintesi tra stili e attitudini sonore differenti, talvolta apparentemente incompatibili, che in quegli anni rifletteva la nostra esperienza personale, il suono dei nostri luoghi, le persone che incontravamo conoscevamo, frequentavamo, amavamo, detestavamo. “Amorematico” non sventolava nessun cliché musicale, non ne aveva bisogno perché era un album di confine. La pulsazione con la cassa in quattro di “Nuvole rapide”, si trasformava in un ritmo dispari per imprimere una sensazione ancora più mozzafiato allo scenario sonoro e alle parole. La stessa elettronica faceva capolino -anche grazie alla collaborazione con il produttore e d.j. Roger Rama- in “ Sole Silenzioso” andando a braccetto con una melodia giamaicana e un testo ancorato alla drammatica realtà dei giorni del G8 di Genova. Tutti elementi che raramente convivevano in uno stesso brano o in uno stesso album. Per noi fu naturale fonderli. Frequentavamo i concerti, quelli con gli strumenti veri, e poi finivamo in una dance hall o in un club di Tech House, e poi quando le lancette della notte avevano già dato più volte il giro ci trovavamo sul fiume a trascorrere il resto della notte con “Albascura”, “Eva”, a stropicciare le lenzuola di “Dentro i miei vuoti”: canzone che sussurra di intimità e diffidenze attraverso un Vocoder (quante critiche all’epoca!!) preso a prestito da qualche album francese del periodo e mai più restituito. Auguri ad Amorematico e ai Subsonica dei 2000, che sentivano l’esigenza di essere diversi da tutto quello che ascoltavano, mettendo insieme tutto quello che amavano. Lasciando fuori il resto. E naturalmente auguri anche a chi di voi c’era o a chi, anche grazie a quell’album, ci sarebbe stato negli anni successivi”.

 

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