sabato, 22 Gennaio 2022

Minacce dai no-vax, Omceo Roma: “Medici sotto pressione”

Antonio Magi, presidente OMCeO di Roma: "Tra quindici giorni vedremo gli effetti della riapertura delle scuole; importante la vaccinazione per tenere sotto controllo l'emergenza sanitaria; personale sanitario sotto pressione. L'obiettivo è l'obbligo vaccinale per tutti."

Da non perdere

“A livello sanitario vedremo gli effetti a breve, più o meno quindici giorni, della riapertura delle scuole. Effetti che possono essere ridotti in modo importante se studenti e personale scolastico, in particolare, si vaccinano al più presto. Con la copertura vaccinale la scuola lavora in sicurezza.” Queste le parole del presidente dell’OMCeO (Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) di Roma, Antonio Magi, riguardo i possibili effetti della riapertura delle scuole in presenza dopo la pausa natalizia, in un momento di crescita esponenziale dei nuovi casi di Covid-19.

Magi esprime la propria preoccupazione riguardo il basso numero di vaccinazioni tra i più giovani: “Nel Lazio le vaccinazioni sui bambini 5-11 anni e 12-19 anni stanno andando molto bene, ma vi sono bassi numeri assoluti in Italia, questo a causa dei dubbi e dei timori dei genitori, ai quali va spiegato ancora una volta quanto sia importante questa immunizzazione, non solo per i bambini e i ragazzi, ma anche per tutti coloro che non si possono vaccinare, persone fragili che finiscono in terapia intensiva.”

La situazione all’interno della realtà ospedaliera sta diventando sempre più satura. “Già adesso stanno arrivando tante persone, tutte insieme, in ospedale e questo crea problemi, ci sono le file delle ambulanze e stiamo riducendo la cura degli altri malati; situazioni che abbiamo già vissuto nelle precedenti ondate, ma che ora amplificano il loro impatto perché i sanitari sono stremati da due anni di pandemia e per i quali va organizzato il giusto turnover, perché molti andranno in pensione ma pochi subentreranno – afferma il presidente dell’OMCeO di Roma – I medici infatti scappano dal Servizio Sanitario Nazionale per diverse ragioni, tra queste il fatto di ricevere un quarto della remunerazione che i colleghi ricevono negli altri Paesi europei, dove peraltro il numero di medici e infermieri è persino maggiore.”

La difficoltà del personale sanitario, tuttavia, non è isolata all’ambito ospedaliero e Magi sottolinea: “I medici di base non ce la fanno più, anche perché devono gestire alcuni passaggi burocratici, ma soprattutto perché i malati sono tanti e sono messi in estrema difficoltà dalle richieste di esenzione delle persone che non vogliono vaccinarsi, che minacciano persino i colleghi e si recano all’hub vaccinale con i propri avvocati.”

La possibilità di un’immunizzazione più ampia gioverebbe ai servizi sanitari e alla popolazione stessa, pertanto Magi aggiunge: “Ben venga l’obbligo vaccinale per gli over 50, perché è la fascia che più rischia di finire, come alcuni soggetti fragili, in intensiva. E credo che l’obbligo vada portato al più presto dai 40 anni, del resto l’obiettivo corretto è rendere obbligatorio il vaccino per tutti.”

Nonostante tutte le strategie messe in atto per arginare la pandemia, in alcune regioni d’Italia la situazione è in grave peggioramento anche a causa delle mancanze della sanità territoriale. “I casi che vediamo in forte aumento in Lombardia sono frutto di questa sanità territoriale che non è stata potenziata – afferma Magi – per quanto la delibera per la riforma sanitaria sia stata fatta da poco tempo. Nel Lazio, a livello territoriale, la medicina sta funzionando, le cure domiciliari sono portate avanti, ma in Lombardia i cittadini non hanno ambulatori dove andare e per una problematica che potrebbe essere gestita a livello ambulatoriale deve recarsi in ospedale e magari ne esce con il Covid.”

Ultime notizie