lunedì, 17 Gennaio 2022

Obbligo vaccinale, il Codacons: “Stop al consenso informato, è illegittimo”

Il documento non è più legittimo dal momento in cui il vaccino è stato reso obbligatorio per la categoria over 50. E il Codacons ha parlato chiaro: se la modifica non avverrà, verranno intraprese azioni legali contro lo Stato. 

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Il Coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori, chiamato Codacons, non ci sta. Infatti, tramite nota, ha richiesto che il Governo modifichi il foglio del consenso informato che viene firmato prima di effettuare il vaccino, per tutti coloro i quali è stato introdotto l’obbligo. Perché? Perché quel documento non è più legittimo dal momento in cui il vaccino è stato reso obbligatorio per la categoria over 50. E il Codacons ha parlato chiaro: se la modifica non avverrà, verranno intraprese azioni legali contro lo Stato.

Cos’è e a cosa serve il consenso informato?

Si tratta di un documento che viene fatto firmare prima di sottoporsi alla vaccinazione in cui il soggetto conferma il suo consenso a ricevere l’iniezione e a prendersi carico degli eventuali effetti a lungo termine. Nella prima parte, presenta uno schema suddiviso in settori in cui il soggetto indica i propri dati anagrafici. Nella parte successiva c’è la sezione dedicata in cui si chiede di confermare di essere stato correttamente informato con una dichiarazione di questo tipo: “Sono stato correttamente informato con parole a me chiare, ho compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione, le modalità e le alternative terapeutiche, nonché le conseguenze di un eventuale rifiuto o di una rinuncia al completamento della vaccinazione con la seconda dose”. Segue poi la parte dedicata al consenso o al rifiuto di sottoporsi alla somministrazione del vaccino, che deve essere sottoscritta dall’interessato, la ricognizione di dati e alle indicazioni operative come il braccio in cui viene praticata l’iniezione, il numero del lotto del vaccino, la data di scadenza e il luogo, la data e l’ora della vaccinazione. Successivamente, anche il sanitario deve firmare il modulo, completato poi dall’informativa dettagliata che contiene, tra le altre cose, l’obbligo di presentarsi per la seconda somministrazione, altrimenti il vaccino potrebbe non funzionare e le possibili reazioni allergiche e avverse, comuni, non comuni e rare. Viene infine specificato che non è possibile ora prevedere danni a lunga distanza.

“Il consenso informato non è più legittimo”

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha quindi richiesto, tramite comunicato stampa, che il Governo modifichi il consenso informato che viene fatto firmare ai cittadini prima del vaccino per il Covid-19. L’introduzione dell’obbligo vaccinale per i soggetti con più di 50 anni, infatti, dovrebbe ora prevedere una presa in carico da parte dello Stato della responsabilità di eventuali effetti avversi che possono presentarsi in seguito alla somministrazione della dose di vaccino.

La vaccinazione era, fino ad oggi, volontaria e lasciata alla libera scelta dei singoli, è evidente che il consenso informato in vigore oggi non è più legittimo, e deve essere modificato eliminando qualsiasi clausola che escluda responsabilità da danni da vaccino. In caso questo non avvenga nasceranno contenziosi legali e il Codacons si farà promotore di una raffica di ricorsi in tribunale contro lo Stato, per conto di tutti i soggetti coinvolti dal nuovo obbligo che subiranno danni a seguito della vaccinazione” scrive Rienzi, invitando i cittadini a non firmare alcun documento che escluda la responsabilità dello Stato.

Dopo la comunicazione dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 5 gennaio scorso dell’obbligo vaccinale per la categoria over 50 e tutto il personale scolastico, sono sorti molti dubbi sulle modalità con le quali il Governo ha intenzione di rendere effettiva questa misura. Perfino la categoria dei medici vaccinatori si è chiesta quale sia il senso di far firmare ad una fascia di popolazione il consenso a sottoporsi a qualcosa che per legge sono obbligati a fare. In attesa che il testo definitivo del decreto legge venga reso pubblico, il Presidente del Consiglio Draghi terrà oggi alle ore 18 una conferenza stampa insieme al Ministro della Salute Speranza, a quello dell’Istruzione Bianchi e al coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Locatelli, per chiarire i punti ancora troppo poco chiari di questo provvedimento. Ora più che mai, è importante tutelare coloro i quali hanno fatto scelte dettate dalle indicazioni governative, che sia per senso civico, per dovere o per obbligo.

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